Comunali in Sicilia: Basile trionfa a Messina, Crisafulli a Enna, testa a testa ad Agrigento

Sono stati 71 i Comuni siciliani chiamati al voto per il rinnovo delle amministrazioni locali, coinvolgendo quasi un milione di cittadini. In 54 centri si è votato con il sistema maggioritario, mentre nei 17 Comuni sopra i 15 mila abitanti è stato applicato il sistema proporzionale. Tra le città principali interessate dal voto figurano Messina, Agrigento ed Enna, oltre a importanti centri come Marsala e Termini Imerese.

Messina: Basile domina e conferma il “sistema De Luca”

A Messina arriva una netta riconferma per il sindaco uscente Federico Basile, sostenuto da Sud chiama Nord e considerato il successore politico di Cateno De Luca. Le proiezioni lo danno oltre il 55% dei consensi, staccando nettamente il candidato del centrodestra Marcello Scurria e la candidata del centrosinistra Antonella Russo.

Basile ha parlato di una vittoria “dedicata alla città”, sottolineando la continuità amministrativa iniziata nel 2018 con De Luca. Per Sud chiama Nord si tratta del terzo mandato consecutivo alla guida della città dello Stretto.

Scurria, sconfitto, ha denunciato una campagna elettorale “drogata” dalle 15 liste collegate a Basile, pur annunciando che non presenterà ricorso e che svolgerà il ruolo di opposizione in consiglio comunale.

Agrigento: Sodano avanti, ma si decide sul filo


Ad Agrigento lo scrutinio procede lentamente e il risultato resta incerto. Michele Sodano, candidato del centrosinistra sostenuto da Pd, M5s e Controcorrente, guida con circa il 40% dei voti. Dietro di lui Dino Alonge, appoggiato dal centrodestra unito, si attesta intorno al 34%. La soglia decisiva è il 40%: se Sodano dovesse mantenerla fino alla fine dello scrutinio sarebbe eletto al primo turno, come previsto dalla legge elettorale siciliana. In caso contrario si andrà al ballottaggio contro Alonge.

Più distaccato Luigi Gentile, sostenuto da Lega, Dc, Noi Moderati e Sud chiama Nord, mentre il candidato civico Giuseppe Di Rosa resta quarto. Intanto il segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo ha criticato duramente la gestione dello scrutinio, definendo “medievale” il sistema di comunicazione dei dati elettorali in Sicilia.

Enna: trionfo personale di Vladimiro Crisafulli

A Enna il centrosinistra conquista la città con Vladimiro Crisafulli, protagonista di una vittoria definita “personale” anche dal segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo.

La candidatura di Crisafulli era stata al centro di polemiche dopo la decisione del Pd nazionale di non concedere il simbolo del partito. Una scelta che lo stesso candidato ha ironicamente rivendicato: “Meglio così, abbiamo preso più voti”. Per il centrodestra si tratta invece di una sconfitta significativa nel capoluogo ennese.

Marsala: la candidata del centrosinistra verso il successo al primo turno

A Marsala, con circa metà delle sezioni scrutinate, la candidata del centrosinistra Andreana Patti è in netto vantaggio attorno al 50% dei voti. Se il dato verrà confermato, Patti sarà eletta al primo turno superando la soglia del 40% prevista dalla normativa siciliana. Alle sue spalle il sindaco uscente Massimo Grillo, fermo sopra il 30%, mentre la candidata del centrodestra Giulia Adamo resta più staccata.

Termini Imerese: plebiscito per Maria Terranova

A Termini Imerese la sindaca uscente Maria Terranova viaggia verso una riconferma schiacciante con circa il 70% delle preferenze.

Sostenuta da Pd e Movimento 5 Stelle, Terranova ottiene un risultato che il coordinatore regionale pentastellato Nuccio Di Paola definisce “la certificazione della solidità del campo progressista”.

Milazzo: Midili in vantaggio netto

A Milazzo il sindaco uscente Giuseppe Midili guida con oltre il 53% dei voti. Appoggiato da liste civiche vicine al centrodestra, Midili precede nettamente Laura Castelli di Sud chiama Nord e Michele Vacca del centrosinistra.

Ribera: Carmelo Pace verso l’elezione

A Ribera, nell’Agrigentino, il capogruppo della Dc all’Ars Carmelo Pace è vicino alla vittoria già al primo turno con circa il 55% delle preferenze. Il candidato ha già raggiunto il proprio comitato elettorale per festeggiare quella che appare come un’elezione ormai certa.

Il turno amministrativo in Sicilia conferma alcune tendenze politiche consolidate: la forza territoriale di Sud chiama Nord a Messina, la tenuta del centrosinistra in diversi Comuni strategici e la difficoltà del centrodestra in alcune realtà urbane.

Restano però ancora aperte alcune sfide decisive, soprattutto ad Agrigento, dove il risultato finale potrebbe essere deciso da poche schede.

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