Ciclone Harry, Schlein in Sicilia: “Subito un miliardo per le emergenze, non si può aspettare”

“Non si sta facendo abbastanza per le emergenze”. È un’accusa netta quella lanciata da Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, intervenuta a Palermo a margine dell’iniziativa “Vota no per difendere la Costituzione”, al cinema Rouge et Noir. Al centro delle sue dichiarazioni, i danni provocati dal ciclone Harry che nei giorni scorsi ha colpito duramente Sicilia, Calabria e Sardegna, lasciando dietro di sé una scia di devastazione.

Secondo Schlein, le risorse finora stanziate dal governo – 100 milioni di euro complessivi per le tre regioni – sono largamente insufficienti rispetto alla portata della calamità. “Dall’inizio abbiamo detto che i 100 milioni stanziati non erano sufficienti a fronte di 2,5 miliardi di danni stimati”, ha sottolineato. Una sproporzione evidente, che per la leader dem evidenzia un problema strutturale nella gestione delle emergenze in Italia.

La segretaria del Pd ha ribadito la necessità di trovare ulteriori fondi con urgenza, proponendo di utilizzare il miliardo di euro previsto per il 2026 per il Ponte sullo Stretto. Secondo Schlein, quelle risorse non potrebbero comunque essere impiegate nell’immediato, anche alla luce dello stop della Corte dei conti. “Noi chiediamo di mettere subito quel miliardo a disposizione dei territori colpiti per gli interventi di somma urgenza e per la messa in sicurezza”, ha dichiarato, indicando una strada alternativa per affrontare l’emergenza.

Per Schlein, la questione non si limita al ristoro dei danni attuali, ma riguarda una visione più ampia della politica ambientale e territoriale del Paese. “Siamo un territorio fragile, non possiamo continuare a essere un Paese che spende quattro volte dopo le emergenze ciò che invece investe nella prevenzione”, ha affermato, invocando un piano strutturale contro il dissesto idrogeologico. Un tema ricorrente nel dibattito pubblico italiano, che torna con forza ogni volta che eventi estremi mettono in ginocchio intere comunità.

Mazara del Vallo, spiagge inghiottite e stabilimenti distrutti


La segretaria dem ha voluto constatare personalmente la situazione nei territori colpiti. “Oggi siamo stati a Mazara del Vallo per vedere i danni del ciclone Harry”, ha raccontato, ricordando che sebbene la costa ionica sia stata la più colpita, anche la Sicilia occidentale ha subito conseguenze pesantissime.

A Mazara del Vallo, il ciclone ha mostrato tutta la sua violenza. Onde alte fino a otto metri hanno devastato il litorale, cancellando in poche ore sacrifici e investimenti costruiti in anni di lavoro. “Abbiamo incontrato balneari che in poche ore hanno perso nelle onde alte 8 metri i sacrifici e gli investimenti fatti in un’intera vita”, ha riferito Schlein.

Le immagini raccontano di una forza distruttiva fuori dal comune: trenta metri di spiaggia letteralmente inghiottiti dal mare, passerelle in legno spezzate, cabine travolte e distrutte, strutture in cemento danneggiate. “La violenza del ciclone ha letteralmente mangiato 30 metri di spiaggia, ha spezzato il legno dei lidi e delle passerelle, ha inghiottito le cabine, ha addirittura spezzato il cemento”, ha detto la leader del Pd, descrivendo uno scenario che appare quasi irreale.

Oltre ai danni materiali, c’è un timore che preoccupa operatori economici e amministratori locali: la perdita della stagione turistica. In molte aree della Sicilia, l’economia si regge in larga parte sui mesi estivi. Se stabilimenti balneari, strutture ricettive e attività commerciali non riusciranno a riaprire in tempo, il danno rischia di raddoppiare.

“Quella siciliana è un’economia che vive soprattutto della bella stagione e queste persone devono essere messe in condizione di non perdere la stagione, perché in quel caso il danno sarebbe doppio”, ha ammonito Schlein. La richiesta è chiara: interventi rapidi, procedure semplificate, risorse immediate per consentire alle attività di ripartire prima dell’estate.

La visita in Sicilia occidentale segue altre tappe nei territori già colpiti. Schlein ha ricordato di essere stata nei giorni precedenti a Niscemi e Riposto, comuni anch’essi duramente segnati dal maltempo. “Abbiamo voluto verificare di persona anche i danni dell’altro versante”, ha spiegato, ribadendo che le risposte devono arrivare per tutti, senza differenze territoriali.

Stop alla sospensione dei tributi: “Non si può chiedere di pagare mentre si è in ginocchio”


Accanto alla richiesta di nuovi stanziamenti, il Partito Democratico aveva avanzato una proposta concreta: la sospensione temporanea di tributi e tasse per famiglie e imprese dei territori colpiti. Una misura che Schlein ha definito “banale” nella sua semplicità, ma che è stata bocciata in Parlamento.

“Ieri abbiamo visto bocciato un nostro emendamento che proponeva la sospensione dei tributi e del pagamento delle tasse per le famiglie e le imprese dei territori colpiti dal maltempo”, ha ricordato con rammarico. Per la segretaria dem, si tratta di una scelta incomprensibile, che rischia di aggravare ulteriormente la situazione economica di chi ha già perso tutto o quasi.

“Non si può fare finta di nulla e continuare a chiedere loro di pagare tutte le tasse mentre già non stanno ricevendo risposte e prospettive chiare su quello che hanno perso e sui ristori”, ha affermato. Il nodo dei ristori, infatti, è centrale: senza tempi certi e procedure snelle, il rischio è che le promesse restino sulla carta mentre le attività chiudono definitivamente.

Un pensiero a chi ha perso la casa


Un pensiero particolare è stato rivolto a chi ha perso la casa. “Un pensiero speciale va anche a chi ha perso la casa a Niscemi e ha bisogno di avere presto una prospettiva chiara davanti a sé”, ha detto Schlein. Per queste famiglie, il problema non è solo economico ma anche umano e sociale: serve una risposta che garantisca soluzioni abitative temporanee e percorsi certi per la ricostruzione.

Il ciclone Harry riapre così il dibattito su come l’Italia affronta le calamità naturali. Tra fondi insufficienti, ritardi burocratici e mancanza di prevenzione, ogni emergenza sembra riproporre gli stessi nodi irrisolti. L’appello della segretaria del Pd è a cambiare paradigma: investire prima, per evitare di spendere molto di più dopo.

Nel frattempo, lungo le coste siciliane, calabresi e sarde si contano i danni e si tenta di ripartire. Ma senza risposte rapide e risorse adeguate, avverte Schlein, il rischio è che alla furia del mare segua un’altra tempesta, quella economica e sociale, destinata a durare molto più a lungo delle onde che hanno devastato il litorale.

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