Il ciclone Harry che ha colpito la Sicilia nei giorni scorsi rappresenta «un evento immane, imprevisto e senza precedenti». A dirlo è il presidente della Regione, Renato Schifani, intervenuto in conferenza stampa a Palazzo d’Orleans per fare il punto sui danni causati dal maltempo. Secondo il Servizio meteorologico siciliano, si tratta del ciclone più violento che abbia interessato l’Isola negli ultimi anni.
Schifani ha sottolineato come il fenomeno sia legato ai profondi cambiamenti climatici in atto. «Siamo passati dai grandi incendi estivi ai cicloni – ha spiegato – qualcosa nell’ecosistema è cambiato». Nonostante la gravità della situazione, il sistema di preallerta ha funzionato, evitando conseguenze drammatiche per le persone. I danni materiali, invece, sono stati enormi. Un primo censimento parla già di 740 milioni di euro, ai quali si aggiungeranno quelli indiretti legati al commercio, alle attività produttive e alla perdita di reddito.
Il presidente ha ringraziato la Protezione civile nazionale e regionale, oltre ai sindaci dei territori colpiti, per la collaborazione dimostrata. Nei prossimi giorni inizierà un tour nelle zone più danneggiate per incontrare amministratori locali e cittadini. «Vogliamo far sentire concretamente la vicinanza della Regione», ha affermato. È già stato deliberato lo stato di calamità naturale regionale e a breve verrà richiesta anche la dichiarazione nazionale, una volta completata la documentazione sui danni.
Stanziati 70 milioni, in arrivo fondi nazionali ed europei
La Regione ha già stanziato 70 milioni di euro per fronteggiare l’emergenza, di cui 50 immediatamente disponibili per gli interventi urgenti affidati alla Protezione civile. Le risorse serviranno per servizi essenziali, messa in sicurezza, opere provvisorie e prime riparazioni.
Schifani ha confermato che verranno richiesti ulteriori fondi al governo centrale, che ha già assicurato piena collaborazione. Sono in corso contatti con Palazzo Chigi e con diversi ministeri per reperire nuove risorse. Parallelamente, la Regione sta valutando l’accesso al Fondo di solidarietà europeo, che potrebbe fornire un sostegno importante, purché vengano rispettate le soglie previste dalla normativa comunitaria.
Tra le possibili fonti di finanziamento figurano anche le risorse della coesione europea 2014-2020 e 2021-2027, oltre al recupero di fondi legati alla Zes unica. «Non possiamo fermarci – ha spiegato il governatore – dobbiamo utilizzare tutti i canali disponibili per sostenere cittadini e imprese».
Il presidente ha inoltre annunciato che dedicherà almeno il 50% della propria attività istituzionale alla gestione di questa emergenza, con particolare attenzione alla velocità della macchina amministrativa. «Vigilerò affinché i pagamenti arrivino in tempi rapidi», ha assicurato.
Ricostruzione e commissario: “Servono procedure snelle”
Terminata la fase emergenziale, si aprirà quella della ricostruzione. In questa fase è prevista la nomina di un commissario con poteri straordinari, in grado di agire in deroga per accelerare gli interventi strutturali. «Una figura competente ed efficace semplificherà il ripristino delle opere distrutte», ha dichiarato Schifani, che non esclude la possibilità di affidare l’incarico a una personalità esterna di alto profilo.
Resta aperto anche il tema dei risarcimenti indiretti, che riguardano le perdite subite da imprese e operatori economici. Il presidente incontrerà nei prossimi giorni le categorie produttive per individuare soluzioni condivise. Tra le priorità figurano anche la ripresa dei collegamenti ferroviari tra Messina e Siracusa e il ripristino delle infrastrutture danneggiate.
Schifani ha infine ribadito che il sistema di Protezione civile ha retto bene all’emergenza, pur ammettendo che esistono margini di miglioramento. «Le previsioni sono state accurate, ma onde alte dieci metri non si erano mai viste», ha osservato. Il governatore ha annunciato anche il potenziamento delle strutture di monitoraggio, con l’inaugurazione a giugno di una nuova Control Room per la prevenzione dei rischi.
«È una tragedia ambientale ed economica – ha concluso – ma la Regione sarà al fianco dei siciliani. Faremo sistema con lo Stato e con l’Europa per non lasciare nessuno indietro e permettere ai territori colpiti di ripartire».