Ciclone Harry, Schifani con Salvini a Furci Siculo: “Nessun euro sarà tolto alla Sicilia”

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha effettuato un sopralluogo a Furci Siculo, nel Messinese, insieme al vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, per verificare i danni causati dalle forti mareggiate provocate dal ciclone Harry. Durante la visita, Schifani ha rassicurato cittadini e istituzioni sul reperimento delle risorse necessarie e ha chiarito che non sarà necessario intaccare i fondi destinati al Ponte sullo Stretto.

Fondi già disponibili e interventi mirati


“Ringrazio il ministro Salvini per la sua visita. Sull’emergenza ho sempre manifestato serenità riguardo al reperimento dei fondi. Per quanto riguarda la Regione ci sono”, ha dichiarato Schifani. Il presidente ha spiegato che la Regione è in grado di affrontare l’emergenza utilizzando risorse proprie, comprese quelle del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC), che potranno essere spostate da interventi non più realizzabili nei tempi previsti. “È fisiologico che accada – ha aggiunto – sposteremo le coperture finanziarie sull’emergenza in atto ed eviteremo eventuali disimpegni”.

Sono già stati stanziati 90 milioni di euro per le prime emergenze: 23 milioni saranno destinati a ristori e supporto alle attività commerciali colpite lungo le coste, mentre ulteriori fondi sono stati previsti per i settori agricolo e della pesca. Inoltre, i titolari di concessioni demaniali marittime sono stati esentati dal pagamento del canone.

Cabina di regia per accelerare gli iter burocratici

Per garantire la rapidità degli interventi, Schifani ha istituito una cabina di regia con tutti i dirigenti responsabili, con l’obiettivo di semplificare al massimo le procedure burocratiche. “Oltre al doveroso reperimento dei fondi, la scommessa è la massima velocizzazione”, ha sottolineato il presidente, ricordando l’impegno della Regione nel monitorare costantemente la situazione e nel coordinarsi con gli enti locali.

Alla visita erano presenti, oltre a Salvini, il prefetto di Messina Cosima Di Stani, l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino, il sindaco metropolitano di Messina Federico Basile, il sindaco di Furci Siculo Matteo Francilia, il dirigente generale della Protezione civile regionale Salvo Cocina, alcuni parlamentari e altri primi cittadini dei territori colpiti dal maltempo.

Intervento anche in Calabria: visita di Salvini a Bova Marina


Proprio in queste ore, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, è giunto a Bova Marina, in Calabria, in elicottero per visitare le zone più colpite dalle mareggiate lungo la costa jonica della provincia di Reggio Calabria. “Nessun euro sarà tolto a Sicilia e Calabria – ha dichiarato il ministro, accolto dal prefetto Clara Vaccaro, dal presidente della Regione calabrese Roberto Occhiuto, dal questore Paolo Sirna, dal vicesindaco metropolitano Carmelo Versace, dal sindaco di Bova Marina Andrea Zirilli e da altri amministratori locali. Qualcuno parla di ponti e infrastrutture come se fossero in alternativa agli interventi per l’emergenza. Non è così”.

Salvini ha sottolineato la necessità di fare presto e tagliare la burocrazia, ricordando che i fondi per l’emergenza ammontano a 100 milioni di euro già disponibili. «Questo disastro deve servire anche per eliminare le norme burocratiche che impediscono di mettere in sicurezza i litorali. Siamo già al lavoro con i tecnici», ha aggiunto. Il ministro ha poi evidenziato le risorse già programmate: 50 miliardi di euro per cantieri su strade, autostrade, ferrovie, porti e aeroporti, ribadendo che i danni devono essere sistemati senza togliere soldi ai calabresi e ai siciliani.

Priorità: ristori immediati e tutela del territorio

Schifani ha ribadito che la priorità della Regione è fornire supporto immediato a cittadini, imprese e pescatori colpiti dall’emergenza, evitando ritardi e garantendo che le risorse disponibili siano utilizzate in maniera efficiente. L’attenzione è anche rivolta alla protezione del territorio e alla prevenzione di danni futuri, attraverso la pianificazione di interventi mirati lungo le coste più esposte e la semplificazione degli iter autorizzativi.

«Stiamo facendo di tutto per erogare i primi contributi con procedure semplici – ha concluso il presidente –. È fondamentale assicurare risposte rapide a chi ha subito danni e, allo stesso tempo, garantire che le risorse siano impiegate in maniera efficace».

“Servono tempi rapidi, non solo fondi”


“La priorità è fare in fretta: sindaci, tecnici e imprenditori ci chiedono non solo risorse, ma soprattutto di tagliare i tempi della burocrazia”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, parlando oggi a margine di un sopralluogo a Furci Siculo, uno dei comuni del Messinese colpiti dal ciclone Harry. “Abbiamo già stanziato 100 milioni di euro per l’ultra emergenza e metteremo tutte le ulteriori risorse necessarie fino all’ultimo centesimo – ha assicurato Salvini – ma senza una revisione di norme vecchie e procedure troppo lente rischiamo di essere ancora qui a parlarne tra sei mesi”.

Il ministro ha indicato come esempi critici le valutazioni di impatto ambientale, la pulizia di fiumi e fiumare in Calabria e Sicilia, il rifacimento delle spiagge e la realizzazione di barriere e frangiflutti. “Seguendo l’attuale normativa – ha detto – i tempi diventano incompatibili con l’urgenza degli interventi”.

Salvini ha sottolineato la differenza tra il sorvolo delle aree colpite e il confronto diretto con i sindaci: “Sentire le testimonianze sul posto fa capire che il problema non sono solo i soldi, ma soprattutto i tempi della burocrazia, anche perché la stagione estiva è alle porte”.

“Servono rinforzi, ma parliamo di settimane, non di mesi”


Quanto alle risorse, il ministro ha escluso tagli ad altri settori: “I fondi arriveranno senza togliere un euro a scuole, strade, ponti, ferrovie siciliane e calabresi”. In corso, ha aggiunto, il confronto con i presidenti di Regione per raccogliere le richieste dei comuni, anche per il rafforzamento degli organici tecnici: “Dare decine di milioni a un Comune con un solo geometra non basta. Servono rinforzi, ma parliamo di settimane, non di mesi”. Sul fronte infrastrutturale, Salvini ha riferito che Rfi sta lavorando “giorno e notte” per riaprire entro i primi di marzo le tratte ferroviarie interrotte dalle frane, con investimenti già avviati per circa 100 milioni di euro. “Quello che mi porto a Roma – ha concluso – è la necessità di tagliare drasticamente i tempi della burocrazia”.

“Non possiamo aiutare i siciliani togliendo soldi ai siciliani. Le risorse arriveranno fino all’ultimo centesimo senza tagliare fondi a scuole, strade, ferrovie, ponti e gallerie di Sicilia e Calabria. L’Italia è una potenza industriale che sta crescendo – ha aggiunto – e può permettersi di intervenire senza fare guerre tra territori o settori”. Salvini ha ricordato la presenza del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e il confronto in corso con le Regioni: “Ho parlato con Occhiuto e con Schifani, stiamo raccogliendo tutte le richieste dei sindaci. C’è un commissario, ma il nodo vero restano i tempi”.

Riguardo alla difesa della costa, il ministro ha parlato di un tratto di circa 25 chilometri nel Messinese che necessita di opere strutturali, comprese barriere sottomarine. “È un intervento importante, qualcuno lo definirebbe faraonico, ma tutto è possibile se si cambiano alcune normative che oggi impediscono di fare certi lavori”.

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