La Sicilia continua a fare i conti con le conseguenze del ciclone Harry, ma una stima dettagliata dei danni resta ancora in sospeso. La Ragioneria dello Stato, che fa capo al Ministero dell’Economia e delle Finanze, attende cifre più precise dopo aver ricevuto una prima bozza che indicava richieste superiori ai due miliardi di euro.
La necessità di ricalcolare le somme è diventata urgente in vista del prossimo Consiglio dei ministri, previsto per mercoledì, che dovrà approvare il secondo stanziamento promesso alle regioni colpite dal maltempo.
Il primo stanziamento, pari a 33 milioni di euro, era stato autorizzato contestualmente al riconoscimento dello stato di emergenza nazionale del 26 gennaio, dopo che la Regione aveva già destinato risorse regionali ed extraregionali per un totale di 680 milioni di euro. Tuttavia, i dubbi del Mef sulle tabelle inviate dalla Sicilia, che comprendono danni settoriali destinati a superare i due miliardi di euro, hanno rallentato l’iter.
In particolare, Palazzo d’Orléans sta raccogliendo ulteriori segnalazioni dai Comuni e dai tavoli provinciali dei Genio Civile per aggiornare la stima complessiva, con l’obiettivo di accelerare l’integrazione della prima relazione inviata agli organismi nazionali.
Le tensioni politiche e la visita della premier
La situazione ha influenzato anche la programmazione delle visite istituzionali. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la cui presenza era prevista a Niscemi, epicentro della frana che ha causato oltre 1.500 sfollati, aveva visto rinviata la sua visita a causa delle incertezze sui dati.
La premier aveva già bacchettato il ministro della Protezione civile Nello Musumeci e il governatore siciliano Renato Schifani per le polemiche scaturite dal primo stanziamento di 100 milioni, giudicato insufficiente, e la situazione non sembra essere ancora risolta. Giovedì Meloni sarà invece a Washington come osservatrice al Board of Peace for Gaza, invitata dal presidente degli Stati Uniti.
Proseguono le ricognizioni e le richieste di risorse
Nel frattempo, la Regione Siciliana continua a raccogliere informazioni dettagliate sui danni subiti da famiglie e imprese, con un focus particolare sull’agricoltura, settore per cui si prevede un impatto economico superiore ai 500 milioni di euro.
Il ministro Musumeci ha sottolineato che, una volta approvato il secondo finanziamento, si procederà rapidamente anche con un terzo stanziamento per completare il sostegno ai territori colpiti.
L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre i tempi burocratici e garantire ristori rapidi, attraverso un dialogo costante e operativo tra Regione e Governo nazionale.