La Sicilia è stata duramente colpita dal ciclone Harry, che in questi giorni ha provocato una violenta ondata di maltempo, causando danni ingenti a infrastrutture, abitazioni e attività economiche. Fortunatamente, non si registrano vittime né feriti, ma il bilancio resta pesantissimo.
Provincia di Catania: costa devastata ed evacuazioni alla Plaia
A Catania, la città ha subito gravi conseguenze soprattutto lungo il litorale, in particolare a viale Kennedy alla Plaia, Ruggero di Lauria e Artale Alagona a Ognina, nel borgo marinaro di San Giovanni Li Cuti e nelle strade limitrofe. Le mareggiate hanno trascinato barriere di protezione, detriti e grandi quantità di sabbia, e la furia del mare si è attenuata solo nelle prime ore del mattino.
Decine di nuclei familiari sono stati evacuati dai villaggi a mare della Plaia, dove l’esondazione dei torrenti Buttaceto e Acquicella ha allagato la strada statale 121, mentre il fiume Simeto ha superato in alcuni tratti i livelli di guardia riversandosi nelle aree limitrofe. Il sindaco Enrico Trantino ha effettuato sopralluoghi nelle zone più colpite, mantenendo contatti costanti con il governo nazionale e regionale e con l’unità di crisi presieduta dal prefetto.
Coordinandosi con la Protezione civile, i servizi comunali di sicurezza, manutenzione ed ecologia, il Comune ha garantito un imponente sforzo operativo, con interventi di rimozione di alberi e rami caduti, eliminazione di situazioni di pericolo e assistenza alle persone in difficoltà, in particolare alle famiglie evacuate e ai senza fissa dimora. Sono già state impartite disposizioni per mettere in sicurezza le aree più a rischio, con un rinnovato invito alla prudenza e alla collaborazione con gli operatori impegnati sul territorio.
Provincia di Catania – Area Acese: Acireale e Stazzo in ginocchio
Anche nella zona acese, ad Acireale e a Stazzo, gli scenari sono stati devastanti. Nel borgo marinaro di Stazzo, i muri prospicienti il lungomare di diverse abitazioni sono stati abbattuti dalla forza del mare. I danni a infrastrutture pubbliche e immobili privati sono ingenti.
Sul posto operano il sindaco Roberto Barbagallo, l’assessore alla Protezione civile Giuseppe Vasta, i dirigenti e i dipendenti comunali, le forze dell’ordine, la polizia locale e le associazioni di volontariato, impegnati in vigilanza, monitoraggio, valutazione dei danni e messa in sicurezza.
Il primo cittadino ha sottolineato come esistano ancora gravi pericoli nei borghi a mare e ha invitato i cittadini a non recarsi nelle frazioni costiere, sottolineando che porti, lungomari e numerosi immobili non sono stati risparmiati.
Palermo: porticcioli devastati, lungomari allagati e quartieri costieri in ginocchio
La furia del ciclone Harry ha lasciato segni profondi anche lungo gli altri tratti costieri della città. A Vergine Maria, alcune porzioni di asfalto dello spiazzale vicino alla scogliera sono state completamente divelte dall’acqua, mentre a Sferracavallo diversi alberi sono stati abbattuti o danneggiati dal vento impetuoso.
Le strade e i lungomari di Mondello sono rimasti ricoperti da sabbia, rami e detriti, con muretti e ringhiere resi pericolanti; il Belvedere Ferruccio Barbera è completamente colmo di posidonia. I ristoranti e le attività commerciali hanno subito gravi danni, con il personale impegnato per ore a liberare le vie dalla sabbia e dai rami, mentre la Protezione Civile ha dovuto chiudere alcune strade per garantire la sicurezza dei cittadini.
In tutta la zona, la necessità di interventi urgenti è evidente, con sopralluoghi già richiesti dalle autorità locali e dagli assessori competenti per avviare il ripristino delle condizioni di normalità.
Provincia di Messina: fascia ionica e tirrenica devastate
Nella provincia di Messina, gravi danni si registrano lungo la fascia ionica e tirrenica. A Santa Teresa di Riva il lungomare è distrutto in diversi punti e quasi tutto il paese è rimasto senza acqua e senza luce; anche l’impianto di videosorveglianza è danneggiato. Situazioni critiche si registrano anche a Giardini Naxos, Letojanni e Roccalumera, dove le abitazioni fronte mare sono invase da acqua e sabbia, e in più punti la sede stradale non esiste più, come ha spiegato il sindaco di Roccalumera Giuseppe Lombardo.
A Milazzo, la mareggiata ha travolto il pontile di Santa Maggiore, danneggiando sia l’area di ricovero delle barche da diporto che gli uffici portuali.
La rete ferroviaria lungo la costa ionica, nella zona di Scaletta Zanclea, è stata gravemente danneggiata: il terrapieno è crollato e i binari sono rimasti sospesi, interrompendo i collegamenti tra Messina, Catania e Siracusa. I tecnici di RFI sono già al lavoro per sopralluoghi e valutazioni dei danni, ma le condizioni di sicurezza rendono difficile l’intervento immediato.
Provincia di Trapani: Selinunte, Mazara e costa sud-occidentale colpite
Nel Trapanese, le mareggiate hanno colpito la fascia costiera tra Marinella di Selinunte e Mazara del Vallo, causando danni ingenti a strutture private e pubbliche.
A Marinella di Selinunte le onde hanno spinto la posidonia all’interno del porto, intrappolando le imbarcazioni da pesca, mentre una struttura comunale in legno allo scalo di Bruca è stata gravemente danneggiata. Lo scivolo per diversamente abili è stato interdetto al passaggio pedonale. A Triscina, la mareggiata ha cancellato parte delle dune di sabbia, habitat naturale di alcune specie protette.
A Tre Fontane, la terrazza sul mare del lido “Nettuno” è stata distrutta e l’acqua ha invaso l’ex mercato del pesce. Lo stabilimento balneare “La Loggia” è rimasto seriamente danneggiato, mentre a Mazara del Vallo il lungomare Fata Morgana è stato invaso dall’acqua che ha raggiunto le abitazioni fronte mare, distruggendo i pochi lidi rimasti.
Situazione meno grave a Trapani, Marsala e Castellammare del Golfo, mentre a San Vito Lo Capo le mareggiate hanno danneggiato un pontile mobile del porto e un peschereccio è stato messo in sicurezza.
Provincia di Siracusa: crolli, blackout e oltre 220 interventi
Anche la provincia di Siracusa presenta un quadro drammatico. Il tratto del muraglione di via Arsenale è crollato sulla scogliera, mentre il Porto Piccolo di Ortigia è stato devastato: pontili galleggianti distrutti, materiale finito in mare e alcune imbarcazioni affondate nonostante gli ormeggi rinforzati.
I vigili del fuoco hanno effettuato oltre 220 interventi in 48 ore, tra cui frane, rimozione di alberi e massi, svuotamento di seminterrati, rimozione di tendoni e coperture, incendi di cavi elettrici e ascensori bloccati. In corso anche il salvataggio di un gregge di pecore nella zona della Fonte Ciane, con squadre in assetto fluviale alluvionale. La provincia registra blackout elettrici per l’abbattimento di pali, esondazioni dei corsi d’acqua come l’Anapo a Siracusa, il Bafù a Francofonte, il San Leonardo a Lentini, il Tellaro a Noto e il Porcaria ad Augusta.
Famiglie evacuate potranno rientrare gradualmente nelle loro abitazioni, mentre le aree balneari di via Lido Sacramento, Isola e Ognina risultano isolate e alcune attività commerciali sono danneggiate. Trombe d’aria hanno colpito Brucoli, danneggiando tetti e barche, e le strade litoranee di Calabernardo, Noto, e viale Aldo Moro ad Avola sono erose con evidenti cedimenti delle scarpate sottostanti.
Anche Strada Marina di Priolo Gargallo ha subito gravi danni, mentre ad Augusta circa 800 utenti sono senza energia elettrica. Il lungomare Rossini, recentemente ristrutturato, è stato gravemente colpito dalle mareggiate e dalla furia del vento.
Il ciclone Harry ha lasciato una scia di devastazione lungo gran parte delle coste siciliane, colpendo turismo, pesca, commercio e infrastrutture pubbliche. Le amministrazioni locali, la Protezione civile, le forze dell’ordine e i volontari sono impegnati senza sosta nelle operazioni di soccorso, ripristino e messa in sicurezza.
Nei prossimi giorni si procederà a una stima più precisa dei danni, mentre si attende il possibile riconoscimento dello stato di emergenza. La Sicilia, ancora una volta, è chiamata a rialzarsi di fronte a una prova durissima.