CATANIA – Avrebbe fatto irruzione nell’abitazione di un uomo, sfondando la porta d’ingresso e sparandogli un colpo di pistola al piede sinistro. Un giovane catanese di 23 anni, incensurato, è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di porto e detenzione di armi comuni da sparo e lesioni personali aggravate. Alla base dell’aggressione ci sarebbe stata una controversia personale sfociata in un raid punitivo.
L’arresto è stato eseguito nei giorni scorsi dagli agenti della Squadra Mobile di Catania, su disposizione della Procura distrettuale della Repubblica, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale etneo il 27 ottobre 2026.
L’irruzione in casa e il colpo di pistola
L’episodio risale alla sera del 7 settembre 2026, quando un uomo residente a Catania è rimasto ferito da un colpo d’arma da fuoco al piede sinistro.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il presunto aggressore avrebbe raggiunto l’abitazione della vittima e, dopo aver danneggiato la porta d’ingresso, sarebbe entrato nell’immobile. Una volta all’interno, avrebbe esploso un colpo di pistola, raggiungendo l’uomo al piede sinistro.
La violenta aggressione sarebbe avvenuta alla presenza di altre persone appartenenti all’entourage della vittima. Per gli inquirenti, il gesto sarebbe stato collegato a contrasti personali precedenti, degenerati in una vera e propria spedizione punitiva.
La vittima raggiunge l’ospedale San Marco
Dopo il ferimento, l’uomo, che si trovava sottoposto alla misura della detenzione domiciliare e aveva precedenti per reati contro il patrimonio, ha raggiunto autonomamente l’ospedale San Marco di Catania.
I medici hanno riscontrato una ferita da arma da fuoco al piede sinistro, con un foro d’ingresso nella parte dorsomediale e un altro piccolo foro nella zona mediale, vicino alla pianta del piede.
La vittima è stata sottoposta a un intervento chirurgico per l’estrazione del proiettile.
Successivamente è stata dimessa con una prognosi di 25 giorni.
Le intercettazioni e le indagini della Squadra Mobile
Le indagini sono state condotte dagli investigatori della III Sezione della Squadra Mobile di Catania, specializzata nei reati contro la persona, nei reati sessuali e in quelli commessi ai danni dei minori.
Attraverso accertamenti tradizionali, attività tecniche e intercettazioni telefoniche, i poliziotti hanno ricostruito il contesto nel quale sarebbe maturata l’aggressione.
Gli elementi raccolti hanno consentito alla Procura di chiedere una misura cautelare nei confronti del giovane, ritenuto gravemente indiziato di aver partecipato al raid e di aver esploso il colpo d’arma da fuoco.
Il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta, disponendo la custodia cautelare in carcere.
Arrestato e trasferito nel carcere di Piazza Lanza
Gli agenti hanno rintracciato il 23enne presso il suo attuale domicilio e gli hanno notificato il provvedimento restrittivo.
Dopo le formalità di rito, il giovane è stato trasferito nella casa circondariale di Piazza Lanza, a Catania, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Le accuse si trovano ancora nella fase preliminare del procedimento. Come precisato dalla Procura di Catania, l’indagato deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.