Catania, cavallo di sette mesi tenuto senza acqua e cibo in una stalla abusiva
Un cavallo di appena sette mesi, detenuto in una stalla abusiva, in precarie condizioni di salute e senza un sistema per garantire una corretta idratazione. È quanto hanno scoperto i poliziotti della squadra a cavallo della Questura di Catania, durante un pattugliamento nel quartiere Villaggio Sant’Agata.
L’intervento è scattato quando gli agenti, passando davanti a un locale, hanno avvertito un forte odore di letame provenire dall’interno. Un segnale che ha fatto sospettare la presenza di animali custoditi in condizioni igieniche inadeguate.
Per verificare la situazione, è stato richiesto l’intervento dei vigili del fuoco, che hanno consentito l’accesso al locale agli agenti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico e ai medici veterinari del Dipartimento di prevenzione dell’Asp di Catania.
All’interno è stato trovato un puledro rinchiuso in una struttura priva dei requisiti necessari a garantirne il benessere. L’animale era costretto in spazi angusti, con soffitti molto bassi, e non disponeva di un bevitore automatico per assicurargli un’adeguata e tempestiva idratazione. Le sue precarie condizioni di salute sono state confermate dal veterinario intervenuto sul posto.
Stalla costruita senza autorizzazioni, sanzioni per 6.500 euro
Nel corso degli accertamenti è emerso anche che il cavallo non era mai stato censito. Il medico veterinario ha quindi provveduto ad applicare il microchip identificativo, necessario per la registrazione dell’animale.
Poco dopo l’arrivo delle forze dell’ordine si è presentato il proprietario, un giovane catanese di 19 anni. Secondo quanto ricostruito, avrebbe realizzato la stalla senza alcuna autorizzazione, accanto alla propria abitazione e occupando una parte della sede stradale.
Al termine delle verifiche, nei suoi confronti sono state elevate sanzioni amministrative per 6.500 euro. Il giovane è stato inoltre denunciato all’autorità giudiziaria per l’ipotesi di maltrattamento di animali. Resta ferma la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.
L’intervento, condotto dalla Polizia di Stato insieme al servizio veterinario dell’Asp, ha permesso di individuare la situazione e mettere in salvo il puledro. L’attività rientra nei controlli svolti sul territorio provinciale per tutelare la salute e il benessere degli animali e contrastare fenomeni illegali legati al loro sfruttamento, comprese le corse clandestine e la macellazione abusiva.
