Catania-Ascoli, arrestati due ultras per il lancio di bombe carta in campo

Due giovani ultras sono stati arrestati dalla Polizia di Stato di Catania con l’accusa di aver lanciato bombe carta sul terreno di gioco durante l’incontro di calcio Catania-Ascoli, disputato lo scorso 27 maggio allo stadio “Massimino”. Si tratta di un ventenne classe 2005 e di un ventiduenne classe 2002, fermati in flagranza differita dagli agenti della Digos.

L’operazione è scattata al termine di un’attività investigativa avviata immediatamente dopo la partita, caratterizzata da una violenta contestazione sugli spalti e dal lancio di fumogeni e ordigni pirotecnici che hanno costretto il direttore di gara a sospendere temporaneamente l’incontro per motivi di sicurezza.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nel corso degli ultimi minuti di gioco, dagli settori della curva e della tribuna B sarebbero stati lanciati numerosi fumogeni e grossi petardi, alcuni dei quali hanno raggiunto il campo da gioco, mettendo a rischio l’incolumità dei presenti, compreso il personale a bordo campo.

Le indagini e l’identificazione degli ultras



Dopo la sospensione della gara e il successivo ripristino delle condizioni di sicurezza, la Polizia di Stato ha avviato un’attività di indagine basata sull’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza dello stadio, fornite dalla Polizia Scientifica.

La visione dei filmati ha consentito agli investigatori della Digos di individuare i due ultras ritenuti responsabili del lancio degli ordigni esplosivi. La pericolosità dei materiali utilizzati è stata confermata anche dagli artificieri, che al termine della partita hanno rinvenuto due bombe carta inesplose nei pressi della tribuna B, classificate come ordigni ad alto potenziale offensivo.

Nel corso delle successive perquisizioni domiciliari, effettuate dagli agenti, nell’abitazione di uno dei due arrestati è stato rinvenuto un ulteriore ordigno dello stesso tipo, poi sequestrato.

In base alla normativa vigente in materia di manifestazioni sportive, i due giovani sono stati arrestati in flagranza differita, procedura che consente l’intervento entro 48 ore dall’evento per garantire l’identificazione dei responsabili anche in contesti di ordine pubblico complessi.

Nello stesso contesto, altri due tifosi sono stati denunciati per il possesso di fumogeni occultati addosso durante i controlli ai varchi dello stadio. Le indagini proseguono per ricostruire eventuali ulteriori responsabilità all’interno degli episodi di violenza registrati durante la partita.

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