La Polizia di Stato di Catania ha eseguito, lo scorso 22 luglio, un’ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’obbligo di dimora nei confronti di un giovane di Paternò, nato nel 2002, indagato per il ferimento di un cittadino extracomunitario avvenuto nel centro storico del capoluogo etneo il 3 maggio scorso.
Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania su richiesta della Procura Distrettuale della Repubblica.
Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip, e fermo restando il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, l’indagato sarebbe gravemente indiziato dei reati di tentato omicidio pluriaggravato, porto e detenzione di strumenti atti ad offendere e utilizzo di un coltello a scatto. Tra le aggravanti contestate figurano i futili motivi e la finalità di discriminazione razziale.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, durante l’aggressione il giovane avrebbe rivolto alla vittima espressioni offensive a sfondo razzista. L’episodio sarebbe maturato dopo alcuni comportamenti ritenuti irriverenti da parte della persona offesa, che si trovava in stato di ebbrezza alcolica.
Il ferimento nel cuore di Catania
I fatti risalgono alla sera del 3 maggio, quando un cittadino extracomunitario venne trovato nel centro storico di Catania riverso a terra in una pozza di sangue e in stato confusionale.
All’arrivo dei soccorsi, la vittima non sarebbe stata in grado di fornire indicazioni sull’identità dell’aggressore né di ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.
Trasportato in ospedale, l’uomo riportò una ferita da taglio nella zona temporale sinistra, una ferita da punta al dorso e una all’emitorace sinistro. I medici gli diagnosticarono una prognosi di 30 giorni.
L’attività investigativa è stata condotta dagli agenti della III Sezione Investigativa “Reati contro la persona, sessuali e in pregiudizio di minori” della Squadra Mobile di Catania.
Gli accertamenti si sono basati sull’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, sulle testimonianze raccolte e sulle dichiarazioni rese dallo stesso indagato.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, dopo un breve scambio di battute tra i due uomini, il giovane avrebbe estratto un coltello e colpito ripetutamente la vittima con diversi fendenti diretti all’addome, al dorso e al capo.
Disposta la misura dell’obbligo di dimora
Al termine delle indagini, la Procura aveva richiesto nei confronti dell’indagato una misura cautelare più severa, ovvero la custodia in carcere.
Il Gip ha invece disposto l’obbligo di dimora, misura eseguita dalla Polizia di Stato il 22 luglio.
Le indagini proseguono e la posizione dell’indagato sarà valutata nelle successive fasi del procedimento giudiziario, nel pieno rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento e del principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.