Alfonso Signorini è stato ascoltato per circa tre ore dai magistrati della Procura di Milano nell’ambito di un’indagine che intreccia accuse pesanti, materiale digitale sequestrato e un forte impatto mediatico. L’audizione, avvenuta con la presenza dei suoi legali, rappresenta uno dei passaggi chiave di una vicenda che ha già prodotto conseguenze sul piano televisivo e sull’immagine pubblica del conduttore.
Il fascicolo ruota attorno alla denuncia depositata dall’ex concorrente Antonio Medugno e alle ipotesi di reato di violenza sessuale ed estorsione. Gli inquirenti stanno ricostruendo tempi, contatti e contesto, anche attraverso l’analisi di chat e contenuti privati finiti al centro di accertamenti paralleli. Nei prossimi giorni, in base alla procedura del “codice rosso”, sarà ascoltato anche il denunciante.
Secondo quanto emerso finora, il caso si muove lungo un doppio binario: da un lato la denuncia e gli interrogatori; dall’altro la circolazione online di materiale e ricostruzioni che hanno contribuito ad accendere il dibattito pubblico, aprendo un fronte delicato tra esposizione mediatica e valutazioni giudiziarie.
Caso Signorini, l’audizione in Procura: le dichiarazioni
Signorini si è presentato spontaneamente davanti ai pubblici ministeri Letizia Mannella e Alessandro Gobbis, assistito dagli avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello. L’incontro è durato circa tre ore ed è stato scandito da richieste di chiarimento; durante l’audizione si è verificato anche un breve stop tecnico per un blackout.
Al centro, oltre al racconto del denunciante e alle contestazioni ipotizzate, ci sono anche conversazioni e contenuti digitali che gli investigatori dovranno valutare per comprenderne peso, contesto e eventuale rilevanza penale. La Procura, nella fase preliminare, sta raccogliendo elementi utili per definire il perimetro delle condotte contestate e l’attendibilità delle diverse ricostruzioni.
Le accuse e il contesto: dal web ai verbali
La vicenda diventa pubblica tra fine dicembre 2025 e Capodanno 2026 quando Fabrizio Corona, attraverso il format YouTube “Falsissimo”, parla di un presunto “sistema” fatto di richieste o pressioni di natura sessuale per accedere o ottenere visibilità nel reality. Sulla scia di quelle puntate, Antonio Medugno formalizza la denuncia alla Procura milanese il 24 dicembre 2025, assistito dai legali Cristina Morrone e Giuseppe Pipicella.
Il 30 dicembre 2025 i pm iscrivono Signorini nel registro degli indagati: atto dovuto, dicono gli inquirenti, per consentire perquisizioni, sequestri e audizioni. Tra i possibili sviluppi, anche l’eventuale iniziativa dell’ex concorrente Gianluca Costantino, che tramite l’avvocato Leonardo D’Erasmo ha fatto sapere di valutare una denuncia.
Secondo quanto trapelato dalle indagini, il fascicolo nato dalla querela di Signorini contro Corona per revenge porn ha portato al sequestro di foto, video e chat a contenuto privato; proprio quel materiale avrebbe indotto Medugno a depositare l’esposto contro il conduttore. È su questa intersezione – la sovrapposizione tra inchiesta per revenge porn e presunte condotte di abuso – che si muovono oggi gli accertamenti.
La versione di Signorini e la linea difensiva
Dopo l’audizione, Signorini ha messo a verbale una posizione di netta contrapposizione alle accuse: «Non ho commesso alcuna violenza né estorsione». Ha sostenuto che il quadro contestato non corrisponde alla realtà e che la sua ricostruzione è incompatibile con quella fornita dal denunciante.
La difesa ha ribadito la propria impostazione: il conduttore nega ogni addebito, rivendica “correttezza e professionalità” in decenni di carriera e parla di una campagna “calunniosa” che mirerebbe a “distruggerlo”, attribuendo a Fabrizio Corona una regia interessata.
Gli avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello hanno già diffidato i principali social a rimuovere contenuti ritenuti illeciti; Aiello, in particolare, ha bollato come “balorda” la ricostruzione di chi accusa. Sono espressioni destinate a essere valutate nelle sedi opportune.
Un passaggio rilevante riguarda le chat: Signorini ha fornito la propria lettura dei messaggi con Medugno, sostenendo che non abbiano rilievo penale. Spetterà agli inquirenti, con eventuali consulenze tecniche, stabilire contesto, autenticità e peso probatorio del materiale sequestrato nell’ambito del filone revenge porn.
Il ruolo di Fabrizio Corona e “Falsissimo”
Le accuse che hanno portato al deposito della denuncia si sono alimentate nello spazio pubblico aperto da “Falsissimo”, il format di Fabrizio Corona su YouTube. A seguito della querela di Signorini, Corona risulta indagato per violazione dell’articolo 612-ter del codice penale, la fattispecie introdotta dalla Legge 69/2019 (“Codice Rosso”) che punisce la “diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti”.
Nel frattempo, i legali del conduttore hanno intimato ai colossi del web – Facebook, YouTube, Instagram, TikTok e Google – di oscurare i contenuti ritenuti lesivi.
Il perimetro penalmente rilevante del revenge porn è definito: l’art. 612-ter prevede pene da uno a sei anni di reclusione e multa da 5.000 a 15.000 euro, con aggravanti quando la diffusione avviene tramite strumenti telematici o da parte di ex partner. È una norma che tutela, prima di tutto, la libertà di autodeterminazione della persona ritratta e impone agli inquirenti di verificare origine, catena di custodia e finalità della pubblicazione dei materiali in rete.
La posizione di Medugno: il video e le precisazioni
Nel suo percorso pubblico, Antonio Medugno ha dichiarato di non essere “mai andato a letto” con Signorini, sottolineando di essersi fidato “ciecamente” del vecchio manager e di aver “minimizzato” quanto accaduto. Una precisazione che non archivia la querela, ma la incardina su possibili condotte anteriori e su dinamiche di pressione e manipolazione da accertare.
Medugno sarà ascoltato con la procedura accelerata del codice rosso, che impone ai pm di assumere informazioni dalla persona offesa entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato, salvo esigenze particolari.
Mediaset e l’autosospensione
Il 29 dicembre 2025, Alfonso Signorini annuncia l’autosospensione da Mediaset “in via cautelativa”. L’azienda accoglie la decisione e in una nota richiama l’“applicazione rigorosa” del Codice Etico, promettendo azioni per “contrastare la diffusione di ricostruzioni diffamatorie o calunniose”.
È una scelta che fotografa la tensione tra tutela della reputazione, rispetto delle indagini e salvaguardia dei prodotti editoriali in palinsesto. Il conduttore, nel frattempo, rinuncia agli impegni in corso, compresa la conduzione del reality.
Le prossime mosse dell’inchiesta
La fase è preliminare: dopo le dichiarazioni spontanee di Signorini, i pm ascolteranno Medugno e valuteranno se convocare altre persone informate sui fatti, compreso l’ex concorrente Gianluca Costantino che ha annunciato di essere in “valutazione” rispetto a un’eventuale denuncia.
Possibili anche perizie informatiche su chat e contenuti sequestrati nell’ambito del filone revenge porn. Solo al termine di questa ricognizione, la Procura di Milano deciderà se archiviare, esercitare l’azione penale o allargare il perimetro dei reati ipotizzati. Tempi e passi restano condizionati dal calendario degli atti urgenti e dagli esiti delle analisi tecniche.