Prosegue senza sosta l’impegno dell’amministrazione comunale di Palermo per garantire l’assegnazione delle case popolari agli aventi diritto. Negli ultimi anni, molti alloggi sono stati occupati abusivamente ancora in fase di costruzione, creando una piaga sociale che ha costretto l’amministrazione a intervenire con sgomberi coatti e l’intervento della magistratura. Lo scorso ottobre, una casa popolare destinata a una famiglia iscritta nella lista dell’Emergenza Abitativa è stata completamente vandalizzata dagli occupanti abusivi.
La consegna dell’appartamento, situato a Borgo Nuovo, era programmata per il 23 ottobre. A dicembre poi l’alloggio popolare vandalizzato a Borgo Nuovo è stato ristrutturato dalla Regione ed assegnato. I lavori di ripristino sono stati interamente finanziati dal governo Schifani, su proposta dell’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò, per recuperare l’immobile danneggiato dalle fiamme appiccate dagli occupanti abusivi prima dello sfratto.
Vandalismo e frustrazione per le famiglie aventi diritto
“Giunti sul posto – ha dichiarato l’assessore al ramo, Fabrizio Ferrandelli – ci siamo trovati di fronte a uno spettacolo indecente. L’appartamento era completamente distrutto: muri divelti con mazze, infissi e porta di ingresso spariti. Si tratta di un gesto incivile da parte di chi non aveva alcun diritto a occupare quella casa, un messaggio squallido contro un’Amministrazione che continua a garantire un tetto a chi ne ha diritto”.
Ferrandelli ha sottolineato come episodi simili ritardino di settimane il sogno di famiglie che attendono da tempo una sistemazione sicura, creando un forte impatto sociale. In meno di 18 mesi, il Comune è riuscito ad assegnare 147 alloggi, superando molte delle emergenze legate all’edilizia residenziale pubblica.
La Corte d’Appello conferma lo sgombero
Occupare un alloggio popolare senza titolo non è una scorciatoia legale: lo ha ribadito la Corte d’Appello confermando lo sgombero di un appartamento in piazzale Castronovo 4, a Borgo Nuovo, rigettando l’appello contro la sentenza del Tribunale. La pronuncia riguarda un inquilino ma ha riflessi su circa duecento appartamenti suddivisi in quattro palazzi di sette piani ciascuno, occupati ancora prima del completamento dei lavori.
Dopo tentativi falliti di regolarizzazione tramite pagamento dei canoni, il Comune aveva emesso l’ordinanza di sgombero il 7 ottobre 2020. Gli occupanti abusivi avevano sostenuto che l’ente non fosse legittimo proprietario dell’immobile poiché la procedura di esproprio dell’area non sarebbe stata formalmente completata. Secondo questa tesi, l’alloggio non poteva essere considerato bene patrimoniale indisponibile e lo sgombero avrebbe richiesto strumenti privatistici.
Il patrimonio indisponibile e il servizio pubblico essenziale
La Corte d’Appello, con presidente Giuseppe Lupo ed estensore Maria Marino Merlo, ha respinto questa impostazione, chiarendo che «gli immobili destinati all’edilizia residenziale pubblica devono essere ricompresi nel patrimonio indisponibile dell’ente pubblico in quanto stabilmente destinati a un servizio pubblico essenziale». La sentenza conferma quindi la legittimità degli sgomberi coatti e tutela il diritto delle famiglie aventi diritto a ottenere un alloggio.
L’amministrazione comunale continua così la sua azione di contrasto agli occupanti abusivi e di sostegno alle famiglie in lista d’attesa, sottolineando come il rispetto delle regole e della legalità sia fondamentale per garantire sicurezza e dignità abitativa. Questi provvedimenti rappresentano un passo importante nella gestione del patrimonio pubblico e nella lotta alla criminalità abitativa che negli ultimi anni ha interessato diversi quartieri di Palermo.