Le festività pasquali di quest’anno si annunciano particolarmente onerose per chi deve rientrare in Sicilia o nelle altre regioni del Sud Italia. Secondo un monitoraggio effettuato da Assoutenti, i prezzi minimi dei biglietti aerei acquistati oggi per viaggi tra il 3 e il 7 aprile superano già in alcune tratte i 400 euro, senza considerare i costi aggiuntivi legati a servizi come bagaglio a mano, scelta del posto o altre opzioni extra.
Questo fenomeno interessa soprattutto i siciliani e i cittadini del Sud che vivono o studiano nel Nord Italia e che ogni anno devono pianificare con attenzione il rientro a casa durante le festività. Le tratte verso Catania e Palermo risultano particolarmente care: partendo da città come Torino, Firenze o Ancona, i viaggiatori devono già affrontare tariffe oltre i 300 euro solo per il biglietto base. Anche altre destinazioni del Sud, come Milano–Crotone, Roma–Reggio Calabria o Napoli–Olbia, registrano prezzi elevati, rendendo il ritorno a casa un impegno economico significativo per molte famiglie.
Il caro-treni non risparmia le festività
Non va meglio per chi decide di spostarsi via treno. I viaggi in alta velocità, se prenotati con qualche settimana di anticipo, risultano già piuttosto costosi. Per esempio, una sola tratta da Torino o Milano verso Reggio Calabria può arrivare a costare oltre 180 euro con Italo, mentre altre destinazioni come Lecce, Bari o Salerno superano facilmente i 90 euro. Anche in questo caso, le tariffe sono destinate a salire con l’avvicinarsi delle feste, a causa della maggiore richiesta e della riduzione dei posti disponibili.
Secondo il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, le tariffe attuali potrebbero non rappresentare il picco massimo. Oltre all’elevata domanda da parte dei cittadini che vogliono rientrare durante le festività, l’aumento dei prezzi rischia di essere ulteriormente aggravato dai rincari dei carburanti e dalle perdite subite dalle compagnie aeree negli ultimi giorni, a causa della chiusura di alcuni spazi aerei. Questi costi aggiuntivi potrebbero tradursi in nuove impennate dei prezzi dei biglietti, rendendo ancora più oneroso viaggiare verso le destinazioni del Sud e delle isole.
L’impatto sui siciliani lontani da casa
Il caro-voli pesa in modo particolare sui siciliani che vivono lontano dalla propria terra. Per molti lavoratori e studenti residenti nelle grandi città del Nord, come Milano, Torino o Bologna, il ritorno a casa durante le festività rappresenta l’unico momento dell’anno per riunirsi con le famiglie. Quando le tariffe aumentano rapidamente, pianificare il viaggio diventa complicato e spesso costoso: in diversi casi, i costi di andata e ritorno superano il prezzo di un volo internazionale.
Le tratte verso la Sicilia e la Sardegna, come evidenziato dal monitoraggio di Assoutenti, restano tra le più costose proprio per l’elevata richiesta di viaggiatori durante le festività. La prenotazione anticipata rimane l’unico strumento per contenere l’aumento dei prezzi, ma con la domanda già alta e le tariffe in continua crescita, molti viaggiatori dovranno affrontare spese considerevoli per tornare a casa.
In sintesi, il caro-voli si conferma anche per Pasqua 2026 come un problema reale per chi deve rientrare nelle regioni meridionali e nelle isole, rendendo più complessa e costosa la possibilità di trascorrere le festività con la propria famiglia.