Prosegue la protesta degli autotrasportatori siciliani contro il caro carburante e l’aumento dei costi di gestione. Decine di mezzi pesanti sono fermi in diversi punti strategici dell’Isola, mentre anche gli agricoltori chiedono di partecipare al confronto con il Governo nazionale per affrontare il rincaro dei costi di produzione, che sta mettendo in difficoltà le imprese del settore.
A Palermo, decine di tir sono fermi dalle prime ore del mattino nel parcheggio della rotatoria tra viale Regione Siciliana e via Oreto, uno snodo fondamentale per l’accesso alla città. La protesta sta provocando rallentamenti sulla viabilità, con ripercussioni anche sulla gestione dei servizi essenziali.
La mobilitazione interessa anche il Messinese e il Catanese. Dalla scorsa notte alcuni camion sono fermi alla barriera autostradale di Tremestieri, a Messina Sud, dove sono stati lasciati liberi due caselli per consentire il transito dei veicoli in entrata e in uscita. Al casello di San Gregorio, sulla A18 Catania-Messina, altri mezzi pesanti si fermano sulla carreggiata, sia in ingresso sia in uscita.
Dal Comitato trasportatori siciliani precisano che i camion fermi in autostrada non appartengono ad autotrasportatori aderenti al Cts. Si tratta, dunque, di gruppi di camionisti indipendenti che portano avanti la protesta al di fuori delle organizzazioni sindacali di categoria.
A Tremestieri due caselli restano aperti, ma preoccupano le ripercussioni sulle merci
Alla barriera autostradale di Tremestieri la protesta è iniziata durante la notte. I camionisti denunciano l’insostenibilità dei rincari del gasolio e delle altre spese necessarie per svolgere l’attività di trasporto. Per limitare i disagi, due caselli sono stati lasciati liberi, garantendo il passaggio delle automobili in entrata e in uscita, sia verso il centro di Messina sia in direzione Catania.
Secondo quanto riferito, è stato consentito il transito anche ai camion che trasportano carburante, per ragioni di sicurezza. Resta tuttavia il timore che il protrarsi della mobilitazione possa avere conseguenze sulla distribuzione delle merci e sui rifornimenti destinati a supermercati e attività commerciali.
Gli autotrasportatori chiedono interventi concreti per contenere l’aumento dei costi e scongiurare ulteriori difficoltà economiche per le imprese del comparto.
Rap: rallentamenti nella raccolta dei rifiuti a Palermo
Le conseguenze della protesta si fanno sentire anche sui servizi ambientali del capoluogo siciliano. La Rap, l’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti a Palermo, segnala possibili disservizi dovuti allo sciopero nazionale degli autotrasportatori, che sta rallentando la circolazione sulla A19 Palermo-Catania e bloccando diversi svincoli, compreso quello di via Oreto.
I problemi riguardano la raccolta differenziata, le forniture di gasolio agli autoparchi, i Centri comunali di raccolta e l’area degli impianti cittadini. I mezzi di servizio, infatti, non riescono a raggiungere con la necessaria rapidità le piattaforme e gli impianti di trattamento situati fuori dal territorio comunale.
La situazione sta provocando rallentamenti nel ritiro dei rifiuti ingombranti e dei RAEE, nello svuotamento dei cassoni scarrabili e nel conferimento delle frazioni differenziate, soprattutto plastica e organico.
Risultano bloccate in autostrada anche le autocisterne destinate al prelievo e al trasporto del percolato dalla discarica di Bellolampo.
La Rap riferisce che, al momento, la situazione resta sotto controllo, pur in presenza di inevitabili disservizi. L’auspicio dell’azienda è che la circolazione possa tornare rapidamente alla normalità, consentendo il ripristino della regolarità dei servizi.
La protesta degli autotrasportatori riporta così al centro il peso del caro carburante sull’economia siciliana e le possibili ricadute su cittadini, imprese e servizi pubblici, mentre cresce la richiesta di un confronto con il Governo per individuare soluzioni alla crisi dei costi di trasporto e produzione.