Una vicenda che evidenzia contraddizioni e criticità del sistema penitenziario italiano: mentre Elia Del Grande, pluriomicida condannato a 30 anni per aver ucciso padre, madre e fratello, evade per la terza volta – l’ultima fuga risale a soli cinque mesi fa – un uomo viene arrestato in provincia di Frosinone per una multa non pagata risalente al 2019, con una pena di sette giorni di carcere.
L’allarme del Sindacato di Polizia
“Siamo alla follia del sistema penitenziario italiano”, denuncia Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato di Polizia. “Da un lato detenuti per reati gravissimi riescono a evadere più volte, dall’altro cittadini subiscono arresti per fatti minori commessi anni prima. Non è questa la giustizia per la quale il personale penitenziario lavora ogni giorno”.
Secondo Di Giacomo, la fuga di Del Grande non è un caso isolato. Dal 2023, evasioni e tentativi di evasione sono aumentati del 700%, con un tasso di 22,8 evasi ogni 10mila detenuti. La media europea, invece, è di soli 2,2 ogni 10mila, posizionando l’Italia tra i Paesi UE con il più alto rischio di fughe dai carcere, inclusi quelli per minori.
L’articolo 21 e i permessi ai pluriomicidi
Il segretario del Sindacato sottolinea come alcune normative, in particolare l’articolo 21 dell’ordinamento penitenziario, consentano permessi anche a detenuti per reati gravissimi. “È necessario riflettere sull’uso ‘disinvolto’ di questa norma, considerando che molti evasi sono pericolosi e rappresentano un rischio concreto per i cittadini. Purtroppo, le responsabilità ricadono spesso sui direttori e comandanti, mentre i veri ritardi e criticità risiedono nell’Amministrazione Penitenziaria”.
Di Giacomo cita anche casi precedenti, come quello di De Maria, detenuto in permesso di lavoro autore di un nuovo femminicidio, e le evasioni dalla casa di reclusione di Favignana nel 2017, dove i dirigenti furono poi assolti dopo sei anni di processo. “Sono anni che l’Amministrazione accumula ritardi e inefficienze, a discapito della sicurezza dei cittadini e della credibilità del sistema penitenziario”, conclude.
Contrasto con le sanzioni minori
La vicenda dell’uomo arrestato a Frosinone per una multa dimenticata dimostra invece l’eccessiva rigidità del sistema nel trattare le sanzioni minori. Di Giacomo osserva: “L’epilogo sorprende per la distanza temporale tra il fatto e le conseguenze, ma rientra nel meccanismo giuridico che regola notifiche e sanzioni non adempiute”.
La contrapposizione tra casi come quello di Del Grande e le pene inflitte per violazioni minori evidenzia una gestione del sistema penitenziario ancora disomogenea, che richiede riforme urgenti per garantire sicurezza, equità e rispetto delle norme.