Il costo del carburante nelle isole minori siciliane torna al centro del dibattito istituzionale. Una lettera inviata a tutti i sindaci delle isole dell’arcipelago solleva il tema del forte divario rispetto al resto del Paese e propone un’azione condivisa per affrontare quello che viene definito non più solo un problema economico, ma una vera e propria questione di equità territoriale.
Prezzi più alti del 47% rispetto alla media nazionale
Secondo i dati richiamati nella comunicazione, i residenti delle isole siciliane si trovano a pagare il carburante a un costo industriale superiore di oltre il 47% rispetto alla media italiana. Una differenza legata principalmente alle difficoltà logistiche di trasporto, approvvigionamento e stoccaggio.
Un divario che si riflette direttamente sul prezzo finale alla pompa e che incide su famiglie, imprese e attività economiche locali, già penalizzate dalla condizione di insularità.
La “tassa sulla distanza” e l’effetto IVA
Nel documento viene evidenziato anche un effetto fiscale indiretto: l’applicazione dell’IVA su un prezzo base più elevato genera un ulteriore aggravio per i consumatori. Secondo le stime riportate, questo meccanismo produrrebbe un gettito aggiuntivo di circa 0,13 euro al litro, definito simbolicamente come una “tassa sulla distanza”.
Un fenomeno che, pur non essendo una tassa in senso tecnico, rappresenterebbe un costo strutturale legato alla condizione geografica delle comunità insulari.
La proposta: una carta carburante per le isole minori
Per affrontare la situazione, è stata presentata all’Assemblea Regionale Siciliana una mozione, identificata con il numero 355 e depositata il 14 aprile, che sarà annunciata in aula il 28 aprile.
La proposta prevede l’introduzione della “Carta Carburante Isole Minori”, uno strumento pensato per compensare il divario di costo e riconoscere un sostegno economico ai residenti. L’obiettivo è arrivare a un beneficio complessivo stimato in circa 0,33 euro al litro, attraverso la combinazione di riduzione del carico fiscale e indennizzo per la condizione di svantaggio territoriale.
Un’iniziativa definita bipartisan
La proposta viene presentata come un’iniziativa trasversale, non legata a contrapposizioni politiche, ma orientata alla tutela della qualità della vita nelle comunità insulari e alla loro competitività economica.
L’idea di fondo è quella di affrontare in modo strutturale un problema storico, spesso al centro delle rivendicazioni dei territori minori della Sicilia.
L’appello ai sindaci: “Serve una risposta comune”
Nella lettera viene rivolto un invito diretto ai sindaci delle isole siciliane affinché sostengano la proposta e contribuiscano a costruire un fronte unitario.
Secondo il promotore dell’iniziativa, la condivisione da parte dei primi cittadini rappresenterebbe un segnale forte di coesione istituzionale e territoriale, necessario per dare attuazione concreta ai principi previsti dallo Statuto Siciliano e dalla Costituzione in materia di superamento degli svantaggi derivanti dall’insularità.
Verso un modello più equo per le isole
L’obiettivo finale è trasformare una criticità strutturale in un’opportunità di intervento stabile, capace di ridurre le disuguaglianze tra territori e migliorare la sostenibilità economica delle comunità insulari.
Un tema che, ancora una volta, riporta al centro il nodo dei costi della vita nelle piccole isole siciliane e la necessità di politiche mirate e continuative.
Link per accedere alla mozione: https://dati.ars.