Capaci, Palermo in marcia per Falcone e Borsellino: “Fuori la mafia dallo Stato”

Un segno di unità nel nome della memoria e della ricerca della verità sulle stragi mafiose. La presidente della Commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo è arrivata questa mattina a Palazzo Jung, a Palermo, insieme a Lucia Borsellino, figlia del giudice Paolo, e a Maria Falcone, sorella del magistrato Giovanni Falcone, in occasione delle commemorazioni per il 34esimo anniversario della strage di Capaci.

Un gesto simbolico che conferma la collaborazione avviata negli anni sulle relazioni riguardanti le stragi di Capaci e via D’Amelio.

“Il lavoro della Commissione è a buon punto sulla strage Borsellino – ha dichiarato Colosimo –. Oggi sono tre anni che presiedo la Commissione antimafia e sono tre anni che mi occupo dei 57 giorni che dividono la strage di Capaci da quella di via D’Amelio. È stato un lavoro importante sia per i tempi che per tutto quello che ne è uscito”.

La presidente dell’Antimafia ha parlato anche delle difficoltà affrontate durante il percorso: “Alcuni passaggi sono stati dolorosi e decisamente sgradevoli. Ma il fatto che i figli del giudice Paolo Borsellino sostengano il lavoro della Commissione antimafia è per me uno sprone maggiore per chiudere il prima possibile la relazione su questa strage”.

Conte: “Falcone e Borsellino esempio da seguire”


Alle commemorazioni ha preso parte anche il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che sui social ha ricordato l’impegno dei magistrati antimafia nel cosiddetto “bunkerino” del tribunale di Palermo.

“Quando ci chiudevamo qui con Falcone avevamo la nostra piccola oasi per lottare contro la mafia. Questa mattina ho provato una profonda emozione ascoltando le testimonianze di chi c’era qui fra le stanze del bunkerino del Tribunale di Palermo in cui Giovanni Falcone con Paolo Borsellino si batteva con tutte le sue energie morali e fisiche per sconfiggere la mafia”, ha scritto Conte su Facebook.

Il presidente del M5S ha poi rilanciato il tema della lotta alla criminalità organizzata: “Non hanno ucciso le idee di Falcone il 23 maggio del ’92, non hanno ucciso il valore e l’impegno di Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Dobbiamo coltivare la speranza e dare il massimo per seguire il loro esempio”.

Infine l’attacco politico: “Dobbiamo tornare al Governo per spazzare via le norme con cui hanno spuntato le armi alla giustizia contro mafie e corruzione”.

Centinaia in corteo per le vie della città

Nel pomeriggio è partito dalla piazza davanti al Palazzo di Giustizia il corteo organizzato da associazioni, movimenti, sindacati e collettivi studenteschi per ricordare la strage di Capaci.

Centinaia le persone presenti alla manifestazione che attraverserà le strade del centro cittadino fino all’Albero Falcone, in via Notarbartolo.

Tra le realtà presenti figurano Cgil, Agende Rosse, Partito Democratico, il Centro studi Paolo e Rita Borsellino, l’associazione Our Voice e i Giovani Democratici. In testa al corteo il magistrato della Direzione nazionale antimafia Nino Di Matteo.

Durante la marcia si sono levati slogan contro la mafia e contro le collusioni tra politica e criminalità organizzata, tra cui: “Dell’Utri e Cuffaro noi non li vogliamo” e “Fuori la mafia dallo Stato”.

Redazione: