“Almeno in questi giorni si deve parlare di lotta alla mafia, pensando non che abbiamo vinto dopo le stragi ma che dobbiamo continuare: noi siamo qua, vogliamo essere qua”. Con queste parole Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni Falcone e presidente della Fondazione Falcone, ha ricordato il magistrato assassinato da Cosa nostra nel 1992, a margine delle commemorazioni organizzate a Palermo per il 34esimo anniversario della strage di Capaci.
Durante la cerimonia a Palazzo Jung, Maria Falcone ha sottolineato il valore dell’affetto ricevuto in tutti questi anni, soprattutto dai più giovani: “Una delle cose che mi ha impressionato è che, quando in un’assemblea scolastica dovevo rimproverare i ragazzi, gli insegnanti mi dicevano sempre che quando io parlavo loro si zittivano: è questo che mi ha aiutato in tutti questi anni, tutto quest’amore diffuso”.
La commemorazione sull’autostrada A29
Nel corso della mattinata si è svolta anche la tradizionale commemorazione lungo l’autostrada A29, nel punto esatto in cui il 23 maggio 1992 esplose il tritolo che uccise Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo.
Alla cerimonia hanno partecipato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che hanno deposto corone di fiori sotto la stele che ricorda le vittime della strage. Presente anche Anas con il dirigente Sergio Cicero.
Per l’occasione Anas ha annunciato un gesto simbolico: il ponte ad arco San Giuliano, lungo la nuova strada statale 640 nel territorio di Caltanissetta, è stato illuminato con i colori del tricolore italiano al posto della tradizionale illuminazione viola. “Un piccolo gesto – ha spiegato la società – affinché il loro sacrificio rimanga scolpito nei cuori di tutti i siciliani”.
Al Museo del Presente arte e memoria contro la mafia
Sempre a Palermo è stato inaugurato il nuovo percorso espositivo del “Museo del Presente”, nato dalla collaborazione tra la Fondazione Falcone e le Gallerie degli Uffizi con il sostegno di Confcommercio.
Il progetto, allestito a Palazzo Jung nel quarantesimo anniversario del Maxiprocesso, espone opere d’arte danneggiate nell’attentato mafioso di via dei Georgofili a Firenze nel 1993 e restaurate dopo oltre trent’anni.
Tra i capolavori in mostra figurano le tele di Bartolomeo Manfredi e Gherardo delle Notti, affiancate dalle opere contemporanee della collezione “Risarcimento”, con lavori di artisti internazionali come Christo, Robert Rauschenberg, Mimmo Paladino, Emilio Isgrò ed Enzo Cucchi.
“Essere oggi al Museo del Presente significa riaffermare un principio fondamentale: la legalità è anche un fatto culturale, civile e morale”, ha dichiarato Patrizia Di Dio, vicepresidente di Confcommercio con delega alla legalità e sicurezza.
L’iniziativa punta a trasformare una delle ferite più profonde della storia italiana in un simbolo di rinascita, affidando all’arte il compito di custodire la memoria e rilanciare il messaggio di impegno civile contro ogni forma di mafia e violenza.