Un cane che si mette in mezzo quando il proprietario abbraccia un’altra persona, un gatto che si sistema proprio tra il suo umano e un nuovo arrivato, oppure un animale che comincia a richiamare l’attenzione quando qualcuno riceve le coccole. Sono situazioni familiari a molti proprietari e spesso vengono interpretate come manifestazioni di gelosia. Ma cani e gatti provano davvero questa emozione? La risposta della scienza è interessante, anche se richiede qualche distinzione.
La gelosia, negli esseri umani, è un’emozione complessa che può comprendere paura di perdere una relazione, insicurezza e confronto con un possibile rivale. Attribuire automaticamente lo stesso vissuto agli animali sarebbe scorretto. Tuttavia, diversi studi hanno osservato nei cani comportamenti che ricordano alcune manifestazioni della gelosia, soprattutto quando una persona importante rivolge attenzioni a un altro soggetto.
Cosa hanno osservato gli studi sui cani
Una ricerca pubblicata nel 2014 sulla rivista PLOS ONE ha analizzato le reazioni dei cani quando i proprietari interagivano con diversi oggetti, tra cui un cane di peluche dall’aspetto realistico. Gli animali mostravano comportamenti come mettersi in mezzo, spingere il proprietario o cercare di interrompere l’interazione, soprattutto quando ritenevano che l’attenzione fosse rivolta a un possibile rivale.
Gli autori hanno interpretato questi risultati come una possibile manifestazione di comportamenti simili alla gelosia. Lo studio, però, non dimostra che i cani vivano questa emozione esattamente come gli esseri umani. Mostra piuttosto che possono reagire quando una relazione o una risorsa sociale importante sembra essere minacciata.
Anche nei gatti si osservano comportamenti che possono essere interpretati come competizione per l’attenzione. Un animale può inserirsi tra il proprietario e un altro gatto, miagolare quando la persona accarezza un altro animale o cercare di occupare il posto preferito sul divano. Ma questi segnali possono dipendere da molte cause: desiderio di interazione, abitudine, difesa di uno spazio, ricerca di sicurezza o competizione per una risorsa.
Come gestire la competizione per le attenzioni
Quando arriva un nuovo animale in casa, oppure cambia la composizione della famiglia, è importante non dare per scontato che i comportamenti siano semplici capricci. Un cane o un gatto possono avere bisogno di tempo per adattarsi alla nuova situazione e comprendere che le attenzioni del proprietario non sono una risorsa che scompare.
Mantenere le abitudini, dedicare momenti individuali a ciascun animale e distribuire in modo equilibrato gioco, carezze e attività può ridurre le tensioni. Nel caso di più gatti, è utile predisporre risorse sufficienti e separate, come ciotole, lettiere, cucce e punti di riposo. Anche i cani dovrebbero avere spazi tranquilli in cui potersi ritirare senza essere disturbati.
Punire un animale perché cerca attenzioni o si inserisce in un’interazione rischia di aumentare la tensione. Se compaiono aggressività, marcature, isolamento o cambiamenti improvvisi del comportamento, è opportuno chiedere consiglio al veterinario.
La gelosia animale resta un tema complesso, ma una cosa è chiara: cani e gatti sono sensibili alle relazioni e ai cambiamenti dell’ambiente sociale. Osservare le loro reazioni senza attribuire automaticamente emozioni umane è il modo migliore per comprenderli e aiutarli a sentirsi sicuri.