Caltanissetta, scoperti 39 lavoratori in nero: controllate 21 attività

Caltanissetta, scoperti 39 lavoratori in nero: controllate 21 attività

La Guardia di finanza ha sanzionato 20 datori di lavoro nei primi nove mesi dell’anno. Irregolarità anche su paghe, sicurezza e capienza dei locali

Trentanove lavoratori completamente in nero e altri 16 dipendenti impiegati con irregolarità. È il bilancio dei controlli effettuati nei primi nove mesi dell’anno dai Finanzieri del Gruppo di Caltanissetta nel capoluogo nisseno e nei Comuni limitrofi, nell’ambito delle attività di contrasto al lavoro irregolare e alle violazioni in materia di occupazione.

Le verifiche hanno interessato complessivamente 21 attività nei settori della ristorazione, dell’agricoltura, del commercio all’ingrosso e al dettaglio, oltre che dell’intrattenimento e del divertimento. Sulla base delle preliminari analisi di rischio, le Fiamme gialle hanno individuato 20 datori di lavoro destinatari di sanzioni a vario titolo.

Maxisanzioni e attività sospese

Tra le violazioni riscontrate figura la mancata comunicazione al Centro per l’impiego, entro i termini previsti, dell’instaurazione del rapporto di lavoro. Per queste irregolarità è prevista la cosiddetta maxisanzione, il cui importo varia in funzione della durata dell’impiego irregolare e può andare da 1.950 a 46.800 euro per ciascun lavoratore non regolarmente assunto.

In dieci casi, dopo aver accertato la presenza di lavoratori completamente in nero in misura pari o superiore al 10% del personale presente al momento dell’ispezione, è stata trasmessa una segnalazione all’Ispettorato territoriale del lavoro per l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività.

La ripresa dell’esercizio è subordinata alla regolarizzazione dei lavoratori e al pagamento delle sanzioni previste.

Irregolarità nelle buste paga e violazioni sulla sicurezza

Nel corso degli accertamenti sono emerse anche altre violazioni. In alcuni casi, i dipendenti non sarebbero stati pagati attraverso sistemi tracciabili, una condotta che può comportare sanzioni amministrative da 1.000 a 5.000 euro.

Rilevate inoltre omissioni o ritardi nella consegna del prospetto paga, per i quali sono previste sanzioni che possono variare da 1.750 a 10.500 euro.

Le verifiche hanno fatto emergere anche violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, segnalate all’Ispettorato territoriale del lavoro per gli adempimenti di competenza.

Infine, in un caso è stata accertata la presenza di un numero di clienti superiore a quello autorizzato, in violazione delle disposizioni del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

L’attività della Guardia di finanza punta a contrastare il lavoro sommerso e a tutelare i lavoratori, garantendo al contempo condizioni di concorrenza leale tra le imprese e il rispetto delle norme in materia di occupazione, retribuzioni e sicurezza.

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