Arriva una svolta importante per migliaia di giovani lavoratori autonomi. Anche i professionisti con partita IVA, inizialmente esclusi, potranno accedere al bonus mensile da 500 euro previsto dal cosiddetto Decreto Coesione per l’avvio di nuove attività.
A chiarirlo è stato l’Inps con il messaggio n. 270/2026, dopo un intervento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha corretto l’interpretazione iniziale della norma. La misura, pensata per sostenere l’occupazione giovanile e l’imprenditorialità, amplia così in modo significativo la platea dei beneficiari.
Il cambio di rotta dell’Inps
In un primo momento, l’Inps aveva limitato l’accesso al bonus ai soli professionisti che avessero avviato un’attività in forma d’impresa, escludendo di fatto i liberi professionisti tradizionali.
Una scelta che aveva suscitato critiche e perplessità, soprattutto tra giovani consulenti, freelance, creativi e operatori dei servizi che lavorano con partita IVA ma senza una struttura societaria.
Dopo il chiarimento del Ministero del Lavoro, guidato da Marina Elvira Calderone, l’Istituto ha rivisto la propria posizione, estendendo ufficialmente il beneficio anche ai lavoratori autonomi non organizzati in impresa.
Un contributo da 18.000 euro in tre anni
Il bonus prevede un sostegno economico complessivo di 18.000 euro, erogati in 36 rate mensili da 500 euro ciascuna.
Si tratta di un aiuto concreto per accompagnare i primi anni di attività, spesso caratterizzati da entrate irregolari, spese iniziali elevate e difficoltà di accesso al credito.
L’obiettivo è favorire la stabilità economica dei giovani professionisti, riducendo il rischio di abbandono precoce dell’attività e incentivando la crescita dell’autoimpiego.
Il “bonus giovani” confermato anche nel 2026
La misura rientra nel cosiddetto “bonus giovani”, già sperimentato negli anni precedenti e ora confermato anche per il 2026.
Il Decreto Coesione punta infatti a rafforzare l’occupazione e l’imprenditorialità under 35, in un contesto segnato da precarietà lavorativa, bassi salari e difficoltà di inserimento stabile nel mercato del lavoro.
Secondo il Governo, il sostegno economico diretto rappresenta uno strumento fondamentale per rendere più attrattiva l’apertura di una nuova attività.
Chi può accedere al bonus: i requisiti
Possono richiedere il bonus tutti i lavoratori autonomi che rispettano precisi requisiti:
età inferiore ai 35 anni al momento della domanda;
avvio di un’attività tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025;
operatività in settori considerati strategici;
regolare apertura della partita IVA.
Per i liberi professionisti, il requisito temporale viene calcolato a partire dalla data di apertura della partita IVA, come chiarito dal Ministero del Lavoro. Questo passaggio è stato decisivo per includere una vasta platea di giovani che lavorano in forma individuale.
Non solo autonomi: incentivi anche per le imprese
L’Incentivo Decreto Coesione non riguarda soltanto i lavoratori autonomi. Il provvedimento prevede anche un sostegno per le imprese che assumono giovani under 35. In questo caso, il beneficio viene erogato sotto forma di: credito d’imposta; esonero contributivo. L’obiettivo è favorire sia l’autoimprenditorialità sia l’occupazione dipendente, creando un sistema integrato di incentivi.
Come e quando presentare la domanda
Le domande possono essere presentate a partire dalla fine di gennaio 2026.
Per le partite IVA, la finestra temporale è fissata dal 31 gennaio al 2 marzo 2026.
L’Inps ha comunicato di aver adeguato la propria piattaforma telematica per consentire l’invio delle richieste anche da parte dei liberi professionisti.
La procedura sarà interamente online, tramite il portale ufficiale dell’Istituto, con accesso tramite SPID, CIE o CNS.
Una risposta alle difficoltà dei giovani professionisti
Negli ultimi anni, il lavoro autonomo giovanile ha subito forti pressioni: aumento dei costi, inflazione, instabilità dei redditi e concorrenza crescente. Molti giovani, pur avendo competenze elevate, faticano a consolidare la propria posizione nei primi anni di attività.
In questo contesto, il bonus da 500 euro al mese rappresenta un sostegno importante, soprattutto per coprire spese fisse come affitti, contributi previdenziali, formazione e strumenti professionali.
Le reazioni del mondo del lavoro autonomo
L’estensione del beneficio alle partite IVA è stata accolta positivamente dalle associazioni di categoria e dai rappresentanti dei freelance.
Secondo molti operatori del settore, si tratta di un riconoscimento del ruolo centrale svolto dai professionisti indipendenti nell’economia italiana. Resta però l’attenzione sul numero effettivo di beneficiari e sulla rapidità di erogazione dei fondi, elementi decisivi per valutare l’efficacia reale della misura.
Con il bonus per le partite IVA, il Governo punta a investire sul capitale umano giovane, favorendo la nascita di nuove attività e contrastando la fuga di talenti all’estero.
Il successo dell’iniziativa dipenderà dalla capacità delle istituzioni di semplificare le procedure, garantire trasparenza e assicurare tempi certi nei pagamenti.
Se ben gestita, la misura potrebbe diventare un modello stabile di sostegno all’imprenditorialità giovanile, contribuendo allo sviluppo economico e sociale del Paese.