Nel 2026 continua anche il bonus per gli animali domestici, una misura pensata per aiutare economicamente chi tiene un amico a quattro zampe in casa e deve affrontare spese veterinarie. Il sostegno non è automatico e richiede il rispetto di requisiti ben precisi e la compilazione di una domanda formale presso gli uffici o i portali della Regione di residenza.
Chi può richiederlo: requisiti anagrafici ed economici
Il bonus animali domestici 2026 è rivolto in particolare alle persone anziane con difficoltà economiche che sostengono spese veterinarie per i propri animali da compagnia. I principali requisiti per accedere al contributo sono i seguenti:
Età: il richiedente deve aver compiuto 65 anni al momento della presentazione della domanda.
ISEE: occorre un Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) non superiore a 16.215 euro annui.
Animale registrato: l’animale domestico per cui si richiede il bonus deve essere regolarmente registrato presso il SINAC (Sistema Informativo Nazionale degli Animali da Compagnia) o un’anagrafe regionale equivalente tramite microchip identificativo.
Spese veterinarie documentate: è necessario aver sostenuto spese veterinarie tracciabili e documentate (con fattura o ricevuta valida) nel periodo di riferimento.
Queste condizioni mirano a concentrare il sostegno su chi ha un reale bisogno di supporto economico per le cure degli animali da compagnia e non su spese o situazioni non legate alla salute degli animali stessi.
Cosa copre il contributo: spese veterinarie ammissibili
Il bonus non è un sussidio generico per tutte le spese legate agli animali, ma è specificamente destinato a cure e prestazioni sanitarie veterinarie. Sono considerate ammissibili, se correttamente documentate:
Visite veterinarie: generiche, di controllo o consulti specialistici, anche di urgenza;
Esami diagnostici e di laboratorio come analisi, ecografie, radiografie;
Interventi chirurgici necessari per patologie o traumi;
Acquisto di farmaci veterinari prescritti dal medico;
Non rientrano nel bonus invece spese come:
Alimentazione e diete;
Accessori e beni non sanitari (guinzagli, cucce, giocattoli);
Servizi non clinici come toelettatura o addestramento;
Acquisto dell’animale stesso.
La finalità dell’agevolazione è dunque alleviare il peso delle spese veterinarie sanitarie, non coprire la gestione quotidiana o l’acquisto degli animali.
Come fare domanda: procedura e documenti
Il bonus non viene corrisposto automaticamente: bisogna presentare una domanda seguendo le istruzioni della propria Regione di residenza, che gestisce direttamente l’erogazione dei fondi e fissa termine, modalità e importo specifico entro i limiti delle risorse assegnate.
Preparare i documenti necessari:
Certificazione ISEE in corso di validità;
Documento d’identità del richiedente;
Codice del microchip dell’animale registrato al SINAC o anagrafe regionale;
Fatture o ricevute delle spese veterinarie sostenute e prova di pagamento tracciabile.
Accedere alla piattaforma regionale: molte Regioni oggi prevedono la presentazione online tramite portali dedicati richiedendo credenziali come SPID, CIE o CNS.
Inviare la domanda entro i termini previsti: l’assegnazione del bonus avviene in ordine cronologico di presentazione fino a esaurimento dei fondi stanziati per il 2026.
È importante controllare regolarmente il sito istituzionale della propria Regione o il portale della propria ASL/ente competente, poiché scadenze, moduli e istruzioni operative possono variare territorialmente.
Quanto vale e perché è utile
Il bonus animali domestici per il 2026 prevede fondi statali complessivi di circa 237.000 euro, stanziati anche per gli anni 2024 e 2025, con un contributo che può arrivare indicativamente tra 200 e 300 euro annui per richiedente, a seconda delle risorse disponibili e dei criteri regionali di ripartizione.
La misura nasce con l’obiettivo di alleggerire il peso delle spese veterinarie per le persone anziane, in particolare coloro che vivono con un animale da compagnia e che spesso sostengono costi non indifferenti per visite, cure o farmaci.
Per chi non rientra nei requisiti del bonus, resta comunque possibile usufruire della detrazione fiscale del 19% per le spese veterinarie nella dichiarazione dei redditi, con specifiche soglie e limiti di spesa previsti dalla normativa fiscale ordinaria.