Prosegue senza sosta l’attività di controllo della Guardia Costiera di Palermo nel settore della pesca e della commercializzazione dei prodotti ittici. Una vasta operazione condotta in diverse aree della provincia ha portato al sequestro di circa 1.500 ricci di mare e oltre 2 tonnellate di prodotti ittici privi di tracciabilità, con sanzioni amministrative per migliaia di euro.
Ricci di mare sequestrati al Foro Italico
Uno degli interventi più significativi è avvenuto nei pressi del Foro Italico di Palermo, dove i militari della Guardia Costiera hanno fermato un furgone sospetto. All’interno del mezzo sono state rinvenute due ceste contenenti circa 1.500 esemplari di ricci di mare provenienti dalla Croazia.
L’autista del veicolo non era in possesso della documentazione obbligatoria relativa alla tracciabilità del prodotto ittico e per questo è stato sanzionato con una multa da 1.500 euro. I ricci di mare sono stati immediatamente sequestrati e, poiché ancora vivi, rigettati in mare da un’unità navale della Guardia Costiera.
La tutela del riccio di mare nel Mediterraneo
Il riccio di mare, appartenente alla specie Paracentrotus lividus, rappresenta una risorsa molto richiesta nei mercati di Sicilia, Sardegna e in diverse aree del Mediterraneo. La crescente domanda commerciale ha però favorito negli anni fenomeni di pesca indiscriminata e attività illegali che stanno mettendo a rischio le popolazioni naturali della specie.
Per tutelarne la riproduzione, la Regione Siciliana ha stabilito con il Decreto del 7 luglio 1995 un periodo di fermo biologico dal 1° maggio al 30 giugno di ogni anno. Negli altri periodi è consentita ai pescatori sportivi esclusivamente la raccolta manuale fino a un massimo di 50 esemplari.
Controlli nei ristoranti: sequestrati 200 chili di pesce
Le verifiche della Guardia Costiera sono poi proseguite nel settore della ristorazione, con il supporto dei medici veterinari e dei tecnici della prevenzione dell’ASP 6 di Palermo.
Due ristoranti della provincia sono stati ispezionati e successivamente sanzionati per violazioni delle norme sulla tracciabilità alimentare. Le multe elevate ammontano complessivamente a 4.000 euro.
Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati circa 200 chilogrammi di prodotti ittici, giudicati non idonei al consumo umano e successivamente distrutti tramite una ditta specializzata. Il personale sanitario ha inoltre contestato diverse irregolarità in materia di sicurezza alimentare e HACCP.
Maxi sequestro a Mazara del Vallo
Ulteriori controlli sono stati eseguiti dalla Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo, che ha ispezionato due stabilimenti ittici e due pescherecci.
L’operazione ha portato a sanzioni amministrative per un totale di 6.000 euro e al sequestro di circa 4.000 chilogrammi di prodotti ittici, tra cui 1.600 chili di pregiato gambero rosso e gambero viola, oltre a circa 40 chili di novellame di sarda.
Le autorità hanno inoltre sequestrato gli attrezzi da pesca utilizzati per le attività ritenute illegali.
L’impegno della Guardia Costiera
Le operazioni rientrano nell’attività costante della Capitaneria di Porto di Palermo finalizzata alla tutela dell’ambiente marino, alla sicurezza alimentare e al contrasto della pesca illegale.
La Guardia Costiera ha ribadito l’importanza del rispetto delle normative vigenti da parte degli operatori del settore ittico, sottolineando come la tracciabilità dei prodotti rappresenti una garanzia fondamentale per la salute dei consumatori e per la salvaguardia delle risorse marine.
I controlli continueranno anche nelle prossime settimane per contrastare pratiche illecite che possono compromettere l’ecosistema marino e la sicurezza del mercato alimentare.