Operazione antimafia nella notte a Palermo, dove un’azione congiunta di carabinieri del Reparto Operativo, agenti della Squadra Mobile e dello SCO ha portato al fermo di 32 indagati nei quartieri Brancaccio e Sperone. L’operazione è stata coordinata dalla Procura del capoluogo siciliano, guidata dal procuratore Maurizio De Lucia.
Le persone fermate sono accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione e spaccio di sostanze stupefacenti.
Perquisizioni nella notte con l’aiuto dei vigili del fuoco
Nel corso dell’operazione sono state eseguite numerose perquisizioni che hanno interessato diverse aree e immobili riconducibili agli indagati. In alcuni casi è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco per aprire magazzini e box chiusi, al fine di consentire le ispezioni delle forze dell’ordine.
Tra gli obiettivi delle perquisizioni figura anche un’impresa di pompe funebri della zona, finita al centro degli accertamenti investigativi.Le perquisizioni sono state estese anche a una impresa funebre.
Nel corso delle indagini, è emerso che alcuni imprenditori taglieggiati avrebbero collaborato, permettendo agli investigatori di ricostruire diverse richieste di pizzo. L’organizzazione aveva anche acquistato alcune case riuscendo a fare in modo che, almeno inizialmente, le aste andassero deserte.
Estorsioni e pizzo agli imprenditori
Le indagini avrebbero permesso di ricostruire un sistema estorsivo strutturato, con diverse richieste di pizzo rivolte agli esercenti e agli imprenditori del territorio. Alcune delle vittime avrebbero deciso di collaborare con gli investigatori, fornendo elementi utili per ricostruire la rete di pressione economica esercitata dal gruppo criminale.
Secondo quanto emerso, il meccanismo di intimidazione avrebbe colpito in modo diffuso le attività commerciali delle due aree cittadine, consolidando un controllo del territorio tipico delle dinamiche mafiose.
Immobili all’asta e strategie economiche del gruppo
L’inchiesta avrebbe inoltre fatto emergere un ulteriore fronte investigativo legato alle attività economiche dell’organizzazione. Il gruppo, secondo gli inquirenti, avrebbe acquisito alcune abitazioni provenienti da procedure fallimentari, riuscendo in alcuni casi a far andare deserte le aste pubbliche.
Un meccanismo che, se confermato, avrebbe consentito di intervenire sul mercato immobiliare locale, influenzando le procedure di vendita e rafforzando il controllo economico sul territorio. L’operazione rappresenta uno dei più importanti interventi recenti contro le organizzazioni mafiose nel territorio palermitano. Le attività investigative proseguiranno per approfondire i ruoli dei singoli indagati e ricostruire l’intera rete dei rapporti criminali.
Nel corso delle indagini, si era proceduto all’arresto in flagranza di 6 soggetti, all’esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di ulteriori 2 persone, nonché al sequestro di 5 pistole, di 1 fucile a pompa, di 1 carabina, di 2 mazze chiodate, di 3 kg di hashish e della somma in contanti di circa 13.000 euro, elementi che confermano la concreta pericolosità dei soggetti coinvolti e l’attuale capacità operativa del sodalizio.
In fase esecutiva sono stati impiegati oltre 450 uomini inclusi Nuclei Investigativi, Gruppi di Palermo e Monreale, Squadre di Intervento Operativo (S.1.0.), Aliquote di Primo Intervento (A.P.1), unità cinofile e il 9° Nucleo Elicotteri, personale del Reparto Prevenzione Crimine di Sicilia e Calabria, della Polizia Scientifica, unità cinofile e un elicottero del IV Reparto Volo.
Le dichiarazioni del sindaco Lagalla
“Esprimo il mio più sincero apprezzamento e compiacimento per la vasta operazione antimafia condotta all’alba nei quartieri di Sperone e Brancaccio, che ha portato al fermo di numerosi soggetti accusati di gravi reati legati alla criminalità organizzata.
Questa operazione rappresenta un segnale forte e concreto della presenza dello Stato sul territorio e della determinazione con cui si continua a contrastare ogni forma di illegalità e sopraffazione mafiosa. Il lavoro sinergico e instancabile delle forze dell’ordine ha consentito di colpire un’organizzazione radicata e pericolosa, restituendo fiducia e sicurezza ai cittadini onesti.
Rivolgo un sentito ringraziamento alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri e alla Procura della Repubblica di Palermo, guidata da Maurizio De Lucia, per l’impegno, la professionalità e la dedizione dimostrati nel corso delle indagini e nella fase esecutiva dell’operazione.
Desidero esprimere un plauso particolare agli investigatori che, anche grazie alla collaborazione di imprenditori che hanno scelto di denunciare, sono riusciti a ricostruire un sistema criminale basato su estorsioni, traffico di droga e controllo del territorio. È anche grazie a questi atti di coraggio civile che Palermo può continuare il suo percorso di riscatto”.