Bee, il “cane puliziotto” delle Madonie: il Labrador che ha raccolto 200 kg di plastica nei boschi siciliani

Tra i sentieri del Parco delle Madonie e le campagne di Castelbuono, in provincia di Palermo, c’è un insolito protagonista della tutela ambientale: Bee, un Labrador Retriever dal pelo nero che ha trasformato la sua naturale curiosità in una missione ecologica.

È lui il cuore di “Recycling Dog”, il primo progetto italiano strutturato di unità cinofile dedicate alla ricerca della plastica dispersa nell’ambiente naturale.

800 chilometri percorsi tra boschi e torrenti

In tre anni di attività, Bee ha percorso oltre 800 chilometri tra boschi, torrenti e aree verdi, riuscendo a individuare e recuperare circa 200 chili di rifiuti plastici.

Tra i materiali raccolti figurano anche circa 600 bottiglie d’acqua, molte delle quali risalenti a diversi anni fa, segno di quanto a lungo i rifiuti possano rimanere nascosti nella vegetazione.

Il cane riesce a individuare la plastica anche quando è sepolta tra le radici o nascosta sotto foglie e sterpaglie, in zone spesso difficilmente raggiungibili dall’uomo o dai mezzi meccanici.

Un addestramento speciale fin da cucciolo


Bee non è un “cane spazzino” per caso. Fin dalla nascita è stato sottoposto a un addestramento specifico che lo ha reso capace di lavorare sia in contesti urbani che rurali.

Il progetto è seguito dal conduttore e addestratore cinofilo Piero Gentile e promosso dall’associazione Pachamama APS, fondata da Marula Furlan e Marianna Raneri, che ne è anche presidente.

I fratelli di Bee, invece, sono stati impiegati in altri percorsi di utilità sociale, diventando cani da assistenza o protagonisti di interventi di pet therapy.

Un modello premiato a livello nazionale

Il lavoro del “cane puliziotto” è stato recentemente premiato all’Ecoforum di Legambiente a Roma, durante la presentazione del 33° report “Comuni Ricicloni”.

Un riconoscimento che, secondo i promotori del progetto, valorizza le buone pratiche ambientali del Comune di Castelbuono e la collaborazione tra associazioni e amministrazione locale.

Oltre al recupero dei rifiuti, il progetto ha anche una forte vocazione educativa. L’incontro tra Bee e turisti o residenti diventa infatti un’occasione per sensibilizzare sul tema dell’inquinamento da plastica e sulla tutela dell’ambiente.

L’obiettivo degli ideatori è ora quello di espandere l’iniziativa in altre regioni italiane e portare Bee anche nelle scuole, trasformando la sua attività in uno strumento di educazione ambientale e cittadinanza attiva.

Un esempio in cui il lavoro di un cane diventa non solo utile, ma anche simbolico: un invito concreto a guardare ai rifiuti non come parte del paesaggio, ma come qualcosa da rimuovere e prevenire.

Redazione: