Bar e ristoranti possono negare l’accesso ai cani? Ecco cosa prevede la legge

Portare il proprio cane al bar o al ristorante è un’abitudine sempre più diffusa, ma non sempre accolta con favore dai gestori. In Italia, infatti, le aree private aperte al pubblico consentono ai titolari di stabilire regole e divieti, con una sola eccezione inderogabile: i cani guida per persone con disabilità visive. Per tutti gli altri animali, l’accesso dipende da norme precise e dal comportamento dei proprietari.

Accesso ai locali: quando il gestore può dire no


A chi viaggia o vive con un cane è capitato almeno una volta di trovarsi davanti a un locale con la scritta: “Vietato l’ingresso agli animali”. Secondo Giada Bernardi, avvocata e fondatrice di GiustiziAnimale, il divieto è legittimo: nei confronti dei cani da compagnia, la decisione spetta esclusivamente al titolare dell’esercizio, trattandosi di un’attività privata aperta al pubblico.

Bar, ristoranti e altri locali possono quindi negare l’ingresso agli animali, purché il divieto sia chiaramente segnalato all’entrata. Diverso è il caso dei cani guida, il cui accesso è sempre garantito dalla legge, senza possibilità di eccezioni.

Cani ammessi: obblighi e limiti da rispettare


Molti esercizi, soprattutto in un contesto sempre più pet-friendly, scelgono di accogliere i cani e talvolta offrono anche servizi dedicati come ciotole d’acqua o snack. Il manuale della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (Fipe), approvato dal Ministero della Salute, consente l’ingresso dei cani nelle aree aperte al pubblico di bar e ristoranti, a condizione che siano tenuti al guinzaglio e muniti di museruola.

Restano però vietate le aree di preparazione e conservazione degli alimenti, come stabilito dal Regolamento CE 852/2004 sull’igiene alimentare. L’accesso può invece essere consentito nelle zone di vendita o di consumo, purché non vi sia contatto con gli alimenti. In ogni caso, una volta ammesso il cane, la responsabilità ricade interamente sul proprietario, che deve assicurarsi che l’animale non disturbi, non intralci il personale e mantenga un comportamento adeguato.

Piccoli accorgimenti e rispetto reciproco sono la chiave per una convivenza serena tra clienti, gestori e amici a quattro zampe.

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