Bambini dell’oratorio fanno rumore: condannata parrocchia di Santa Teresa a Palermo
La storia inizia nel 2015, quando nell’atrio dell’oratorio prendono avvio attività ludiche e sportive con il coinvolgimento di bambini, adolescenti e adulti. Secondo quanto riferito dai residenti, i giochi si svolgevano «pressoché ininterrottamente dalle 16 alle 20 e nei fine settimana anche sino alle 23.30 o a mezzanotte», senza una regolamentazione precisa.
All’inizio i condomini tentano la strada del dialogo, cercando una soluzione bonaria con la parrocchia. Ma il rumore delle grida, delle esultanze e soprattutto delle pallonate contro i muri perimetrali diventa, a loro dire, insostenibile. Nel giro di pochi anni la questione arriva in tribunale con un primo procedimento cautelare.
Nel 2019 il giudice interviene fissando regole precise: una sola attività sportiva alla volta, un solo pallone – addirittura indicato come un Supersantos – e l’obbligo di installare dispositivi per attutire i rumori, come barriere in gommapiuma e reti sulle porte da calcio. Stabiliti anche limiti orari stringenti: stop alle attività alle 20 e, nel periodo estivo, possibilità di utilizzo dell’atrio solo nei mesi di giugno e luglio per un massimo di sei settimane consecutive.
Nonostante le prescrizioni, secondo i residenti i rumori non cessano. Si apre così un nuovo e lungo contenzioso civile, supportato da perizie tecniche e testimonianze. Alcuni inquilini parlano di stress psicofisico, presentando in giudizio fatture per sedute di psicoterapia e per l’acquisto di antidepressivi.
