Bagheria, sequestrati due appartamenti destinati alla prostituzione: otto indagati

In un mese documentati circa 400 accessi nelle abitazioni

Due appartamenti di Bagheria sono stati sequestrati dalla Procura di Termini Imerese perché, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero stati stabilmente destinati all’esercizio della prostituzione.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Termini Imerese al termine di un’attività d’indagine condotta dall’aliquota della Polizia di Stato della sezione di polizia giudiziaria della Procura. Nell’inchiesta risultano coinvolte otto persone indagate.

Le verifiche degli investigatori avrebbero permesso di ricostruire un’attività organizzata all’interno delle due abitazioni, con un numero significativo di persone che vi sarebbero recate per ricevere prestazioni sessuali a pagamento.

Secondo quanto emerso dalle indagini, nell’arco di circa un mese sarebbero stati registrati quasi 400 accessi agli appartamenti da parte di uomini che avrebbero concordato gli incontri attraverso contatti telefonici, successivi alla consultazione di annunci pubblicati su piattaforme online dedicate agli incontri.

Identificati numerosi clienti e ricostruiti i ruoli degli indagati


Nel corso dell’attività investigativa sono stati identificati diversi clienti che, ascoltati dagli inquirenti, avrebbero riferito che l’attività all’interno delle due abitazioni sarebbe stata presente da diversi anni.

Gli investigatori hanno inoltre acquisito e analizzato materiale utile a ricostruire il funzionamento del presunto sistema di gestione. In particolare, sono stati sequestrati alcuni dispositivi elettronici che avrebbero consentito alla Procura di approfondire i rapporti tra gli indagati, le modalità di gestione dei contatti con la clientela e i ruoli ricoperti dalle persone coinvolte.

L’attività investigativa avrebbe quindi permesso di delineare un’organizzazione dei contatti e della gestione degli incontri, elemento che ha portato all’emissione del decreto di sequestro preventivo degli immobili.

Il provvedimento è stato adottato nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Termini Imerese, guidata dal procuratore Angelo Cavallo.

Restano ferme, come previsto dalla legge, la presunzione di innocenza per tutti gli indagati e la necessità di attendere eventuali sviluppi del procedimento giudiziario e una sentenza definitiva prima di ogni valutazione sulla responsabilità penale.

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