Autotrasportatori siciliani, Schifani tratta con Salvini: “Se firma, revochiamo il fermo”

Il governo regionale promette risorse contro il caro-carburante. Martedì 20 ottobre tavolo a Milano con una delegazione del Comitato trasportatori siciliani, che chiede garanzie scritte per sospendere la protesta

Il fermo degli autotrasportatori siciliani resta in bilico, in attesa di impegni concreti da parte del governo nazionale. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha avuto questa mattina un colloquio telefonico con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, per affrontare le ragioni della protesta che sta paralizzando l’isola, a partire dal costo eccessivo del carburante.

L’interlocuzione, secondo quanto riferito dalla Regione, ha avuto esito positivo. Schifani avrebbe ottenuto la disponibilità del governo nazionale ad affrontare i principali nodi della vertenza, mentre il governo siciliano si è impegnato a fare la propria parte attraverso risorse contro il caro-carburante, già a partire dalle variazioni di bilancio all’esame dell’Assemblea regionale siciliana.

Martedì 20 ottobre è previsto a Milano un tavolo istituzionale per cercare una soluzione alla crisi. Per la prima volta, su proposta di Schifani, saranno presenti anche rappresentanti degli autotrasportatori siciliani.

«L’interlocuzione con il ministro Salvini è stata assolutamente positiva, vista la sua disponibilità ad accogliere le nostre proposte», ha dichiarato il presidente della Regione, sottolineando il peso strategico dell’autotrasporto per l’economia dell’isola e per il sostentamento di numerose famiglie.

Il Cts: “Senza protocollo firmato, il fermo continua”

La partecipazione al tavolo rappresenta un’apertura nel confronto istituzionale, ma per il Comitato trasportatori siciliani (Cts) la sospensione della protesta dipenderà dalle garanzie che saranno formalmente messe nero su bianco.

«Se il ministro Salvini accetta di firmare il protocollo d’impegni e incontrarci il 20 ottobre, revochiamo il fermo. Diversamente rimane fino al 27 ottobre», ha annunciato Salvatore Bella, coordinatore del comitato.

Il Cts ha ringraziato il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, e il vicepresidente della Regione, Luca Sammartino, per essersi recati a Roma a sostegno delle richieste della categoria. Secondo il comitato, il loro intervento ha contribuito a garantire la partecipazione di una delegazione siciliana al confronto convocato da Salvini.

Le richieste: 104 milioni di arretrati e nuovi fondi

Al centro della vertenza ci sono diverse misure economiche considerate indispensabili per sostenere le imprese di autotrasporto. Il comitato chiede innanzitutto lo sblocco immediato dei pagamenti arretrati, per un valore di circa 104 milioni di euro, e lo stanziamento di ulteriori 70 milioni per la terza annualità 2026-2027.

Tra le richieste figura anche l’erogazione immediata di 430 milioni di euro di credito d’imposta sul gasolio, relativi alle domande già presentate, con la possibilità di utilizzare subito le somme nel cassetto fiscale. Il Cts sollecita inoltre finanziamenti aggiuntivi per altri 400 milioni di euro, necessari a coprire almeno quattro mesi ancora privi di adeguate tutele.

Il comitato chiede infine di essere incluso stabilmente nei tavoli istituzionali dedicati alla mobilità e ai trasporti, compresa la nuova consulta, per assicurare una rappresentanza alle aziende del Mezzogiorno.

Nonostante le aperture del ministro, il Cts mantiene una posizione prudente. «Un semplice comunicato o una dichiarazione d’intenti non possono bastare», sottolinea il comitato, ribadendo che soltanto la firma del protocollo d’impegni potrà aprire la strada alla revoca del fermo. Il confronto di martedì sarà quindi decisivo per capire se si arriverà a un’intesa o se la protesta proseguirà fino al 27 ottobre.

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