Il 28 febbraio 2026 Stati Uniti e Israele hanno condotto attacchi mirati contro Teheran e altre città iraniane, innescando reazioni immediate e misure di sicurezza straordinarie in tutta la regione. Gli eventi hanno avuto ripercussioni sia sul fronte militare sia su quello civile, con numerose chiusure dello spazio aereo e cancellazioni dei voli verso il Medio Oriente.
Sigonella: allerta per il personale e le famiglie
A seguito dei raid, la base militare statunitense Nas di Sigonella, a Catania, ha diffuso un avviso ufficiale rivolto a tutto il personale e alle famiglie, invitando a “rimanere vigili”. Pur sottolineando che non esistono minacce specifiche o credibili al momento, il messaggio sui social ufficiali raccomanda di mantenere “un basso profilo”, fare attenzione in prossimità di grandi raduni e segnalare qualsiasi situazione sospetta.
L’allerta interna alla base è rimasta invariata e non è stato disposto alcun innalzamento dei livelli di sicurezza. Per aggiornamenti in tempo reale, il personale è invitato a seguire le pagine ufficiali e ad attivare le notifiche su AtHoc. La comunicazione include contatti dedicati per emergenze e interventi non urgenti.
Il caos nei cieli: cancellazioni e chiusure dello spazio aereo
Gli attacchi hanno provocato un’immediata reazione dei Paesi della regione, con chiusure totali o parziali degli spazi aerei in Iran, Israele, Iraq, Siria, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. La maggioranza dei voli previsti sabato verso il Medio Oriente è stata cancellata: secondo la società di analisi aeronautica Cirium, circa 966 dei 4.218 voli programmati in arrivo sono stati sospesi, con il totale che supera 1.800 considerando anche le partenze. Per domenica, si stimano almeno 716 cancellazioni su 4.329 voli.
Il sito FlightAware ha riportato oltre 19.000 voli in ritardo e più di 2.600 cancellati a livello mondiale nelle prime ore di domenica. Compagnie come Emirates, Etihad, Qatar Airways, Turkish Airlines, Air France, Lufthansa e British Airways hanno sospeso numerosi voli verso Tel Aviv, Teheran, Dubai, Riad, Beirut e altre destinazioni, con sospensioni che in alcuni casi arrivano fino al 7 marzo. Anche le autorità russe e pakistane hanno disposto stop temporanei dei collegamenti verso Israele, Iran e vari Paesi del Golfo.
L’Iran ha chiuso il proprio spazio aereo “fino a nuovo ordine”, mentre Israele, Kuwait, Qatar, Siria e Giordania hanno adottato misure temporanee, tra cui esercitazioni militari e chiusure parziali dei cieli. La situazione rimane in evoluzione, con conseguenze significative sulla mobilità internazionale e sul traffico aereo commerciale.
Ritorsioni e tensioni nella regione
Dopo i raid, dall’Iran sono partiti attacchi di ritorsione nella regione, contribuendo a un clima di forte incertezza politica e militare. Le autorità locali e internazionali monitorano costantemente la situazione, mentre i cittadini e i viaggiatori vengono invitati alla massima prudenza.
In questo contesto, Sigonella rappresenta un punto strategico per la presenza statunitense nel Mediterraneo, con le indicazioni di vigilanza che ribadiscono l’importanza della consapevolezza e della prudenza per personale militare e famiglie.