Animali investiti sulle strade: quando l’asfalto diventa una trappola per la fauna selvatica

Dai ricci ai lupi, attraversare una strada può trasformarsi in un pericolo mortale. Ma esistono sistemi per ridurre gli incidenti e rendere più sicuri gli spostamenti degli animali

Ogni giorno migliaia di animali selvatici si spostano attraverso territori attraversati da strade, autostrade e ferrovie. Per loro l’asfalto non rappresenta un confine: un bosco, un corso d’acqua o un’area dove trovare cibo possono trovarsi dall’altra parte della carreggiata.

Il problema è che proprio questi attraversamenti possono avere conseguenze mortali. Una stima riportata dal WWF indica in circa 15 mila gli animali selvatici investiti ogni anno in Italia, soprattutto mammiferi e uccelli, ma il dato potrebbe essere sottostimato perché molti animali morti non vengono trovati o segnalati. A livello europeo le stime arrivano a milioni di esemplari ogni anno.

Il rischio riguarda specie molto diverse: dai piccoli anfibi e rettili fino a ricci, volpi, cervi, lupi e orsi. In alcuni casi la mortalità stradale può diventare particolarmente grave quando riguarda popolazioni già ridotte o animali che devono spostarsi tra territori separati dalle infrastrutture.

Un esempio emblematico è quello dell’orso bruno marsicano. Negli ultimi decenni diversi esemplari sono morti dopo essere stati investiti sulle strade dell’Appennino centrale. Per una popolazione numericamente limitata, anche la perdita di pochi individui può avere conseguenze importanti.

Ponti verdi e sottopassi per attraversare in sicurezza


La soluzione non consiste soltanto nel chiedere agli automobilisti di prestare maggiore attenzione. In molte aree vengono realizzate vere e proprie infrastrutture dedicate alla fauna.

Sottopassi, ponti verdi, recinzioni e sistemi di dissuasione possono consentire agli animali di superare strade e autostrade senza entrare in contatto con i veicoli. I sottopassi già esistenti possono inoltre essere recuperati e resi nuovamente utilizzabili, eliminando vegetazione, rifiuti o altri ostacoli.

Il WWF, per esempio, ha lavorato alla messa in sicurezza di tratti stradali utilizzati dall’orso marsicano attraverso dissuasori visivi e acustici e il ripristino di sottopassi. Dal 2019 sono stati messi in sicurezza oltre 80 chilometri di strade nelle aree di espansione dell’orso.

Ma questi interventi non servono soltanto ai grandi mammiferi. Una rete di passaggi faunistici può essere progettata anche per anfibi, rettili e piccoli mammiferi, mentre ponti e corridoi ecologici possono mantenere il collegamento tra habitat che le infrastrutture hanno frammentato.

Anche il comportamento degli automobilisti rimane fondamentale. Ridurre la velocità nei tratti segnalati, soprattutto nelle aree naturali e durante le ore di maggiore attività della fauna, aumenta il tempo disponibile per reagire. E quando un animale attraversa la strada, frenare senza effettuare manovre improvvise può evitare di trasformare un incontro con la fauna in un incidente.

La strada, insomma, non è soltanto una linea che collega due luoghi per le persone: per molti animali è un ostacolo che interrompe percorsi utilizzati da generazioni. Rendere questi attraversamenti più sicuri significa quindi proteggere la fauna, ma anche ridurre il rischio di incidenti per chi viaggia.

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