Raffiche in via Luigi Einaudi. Indaga la Squadra mobile: cresce l’allarme dopo settimane di intimidazioni tra San Lorenzo, Tommaso Natale e Sferracavallo
Ancora spari, ancora paura nella periferia occidentale di Palermo. Nella notte tra sabato e domenica il quartiere San Filippo Neri, allo Zen, è stato teatro di un nuovo doppio raid armato contro due attività commerciali di via Luigi Einaudi: il panificio-pizzeria “Armanio’s Bakery” e la macelleria “Da Totuccio”, distanti pochi numeri civici l’una dall’altra.
Secondo una prima ricostruzione, intorno alle quattro del mattino ignoti hanno aperto il fuoco contro le vetrine dei due esercizi commerciali. Contro il panificio sono stati esplosi almeno cinque colpi, probabilmente con un fucile calibro 12, mentre la macelleria sarebbe stata colpita da proiettili di pistola. Sul posto sono intervenuti gli agenti delle volanti, il commissariato San Lorenzo e la polizia scientifica, che ha eseguito i rilievi per cercare tracce utili all’identificazione dei responsabili.
Dipendenti illesi per miracolo
Nel panificio, al momento della sparatoria, erano già presenti alcuni dipendenti impegnati nelle prime preparazioni della giornata. I colpi hanno attraversato le vetrate raggiungendo banconi e forni. Nessuno è rimasto ferito, ma solo per puro caso.
Le indagini sono state affidate alla Squadra mobile, che da settimane lavora insieme al nucleo investigativo dei carabinieri per ricostruire la scia di intimidazioni che sta colpendo commercianti e imprenditori tra Zen, San Lorenzo, Tommaso Natale e Sferracavallo.
La pista del racket e la “banda del kalashnikov”
Gli investigatori non escludono alcuna ipotesi. Sullo sfondo resta forte la pista del racket delle estorsioni, anche se in passato allo Zen episodi simili sono stati collegati anche a regolamenti di conti e vicende personali.
L’attenzione degli inquirenti si concentra soprattutto sulla cosiddetta “banda del kalashnikov”, protagonista di una lunga serie di raid armati iniziati nei mesi scorsi. Resta da capire se gli autori dell’attacco di via Luigi Einaudi siano gli stessi responsabili delle precedenti intimidazioni.
Le altre intimidazioni delle ultime settimane
Il nuovo episodio arriva infatti dopo una sequenza impressionante di attacchi armati che ha riportato Palermo a scenari che ricordano gli anni più bui della guerra di mafia.
Nel mirino erano già finiti: il ristorante “Al Brigantino”, colpito da raffiche di kalashnikov, un’autorimessa in via Sferracavallo e la sede dell’autonoleggio “Sicily by Car” dell’imprenditore Tommaso Dragotto, in via San Lorenzo oltre che
alcuni negozi di Sferracavallo e Tommaso Natale davanti ai quali erano state trovate bottiglie di benzina, chiaro segnale intimidatorio.
Gli investigatori stanno verificando eventuali collegamenti tra tutti gli episodi, anche alla luce dell’utilizzo ricorrente di armi da guerra.
Il giallo dei kalashnikov del clan Lo Piccolo
Negli ultimi giorni l’attenzione investigativa si è concentrata anche sui vecchi arsenali mafiosi riconducibili al clan Lo Piccolo, storicamente radicato nella zona nord-occidentale della città. Alcuni kalashnikov mai ritrovati potrebbero essere tornati in circolazione.
Un’ipotesi alimentata dalle recenti dichiarazioni di collaboratori di giustizia, secondo cui una delle armi sarebbe stata regalata anni fa dal boss catanese Angelo Santapaola.
Palermo ripiomba nella paura
La nuova sparatoria arriva a poche ore dall’omicidio di Placido Barrile, 34 anni, ucciso al Cep con cinque colpi di pistola esplosi al volto mentre si trovava nella sua Smart in via Filippo Paladini.
Due episodi ravvicinati che aumentano la tensione in città e spingono la politica a chiedere un rafforzamento dei controlli sul territorio e un intervento del prefetto.
Tra San Lorenzo, Zen e Tommaso Natale cresce la paura di commercianti e residenti: le armi continuano a parlare, mentre interi quartieri vivono sotto pressione, stretti tra intimidazioni, violenza e silenzi.