Allarme UNICEF nei paesi ricchi: 1 bambino su 4 in Italia sotto la soglia di povertà

La disuguaglianza economica nei paesi ad alto reddito continua a incidere in modo significativo sul benessere dei bambini, influenzando salute, istruzione e condizioni di vita. È quanto emerge dalla nuova analisi pubblicata dall’UNICEF Office of Strategy and Evidence – Innocenti, intitolata Report Card 20: Opportunità disuguali – bambini e disuguaglianza economica.
Il rapporto analizza la situazione in 44 paesi dell’OCSE e ad alto reddito, evidenziando come la distanza tra famiglie ricche e povere resti elevata e abbia effetti concreti sulle nuove generazioni.

Povertà e divario di reddito nei paesi ricchi

Secondo lo studio, in media nei paesi analizzati quasi un bambino su cinque vive in condizioni di povertà di reddito, con il rischio concreto che i bisogni primari non vengano soddisfatti. Inoltre, le famiglie appartenenti al 20% più ricco della popolazione guadagnano oltre cinque volte più di quelle del 20% più povero.
Il rapporto evidenzia anche una correlazione tra disuguaglianza e salute: nei paesi più diseguali i bambini hanno una probabilità 1,7 volte maggiore di essere in sovrappeso, un dato collegato a fattori come alimentazione meno equilibrata e maggiore insicurezza economica.

La situazione in Italia


L’Italia mostra un quadro articolato. Nel benessere complessivo dei bambini si colloca al 12° posto su 37 paesi analizzati, con risultati differenziati tra i vari indicatori.
Sul piano del benessere mentale l’Italia si posiziona al 10° posto, mentre scende al 17° per la salute fisica e al 25° per le competenze scolastiche.

Per quanto riguarda la disuguaglianza economica, il Paese si colloca al 22° posto su 40, con un rapporto di reddito tra il quintile più ricco e quello più povero pari a 5,35. Ancora più critica la posizione sulla povertà infantile, dove l’Italia è al 30° posto con un tasso del 23,2%.

Sul fronte dell’istruzione emerge un forte divario: l’84% dei bambini provenienti da famiglie più abbienti possiede competenze di base in matematica e lettura, contro poco meno del 45% dei coetanei più poveri.

Salute e istruzione: gli effetti della disuguaglianza

Il rapporto sottolinea come le disuguaglianze economiche si riflettano direttamente sulla salute dei bambini. Nei paesi più diseguali, solo il 58% dei bambini delle famiglie più povere gode di buona salute, rispetto al 73% di quelli delle famiglie più ricche.

Anche il rendimento scolastico risente fortemente delle differenze socioeconomiche. Nei contesti più diseguali, fino al 65% dei bambini rischia di lasciare la scuola senza competenze di base adeguate, contro il 40% nei paesi più equi.
Le disparità si riproducono anche all’interno degli stessi sistemi scolastici: in media, l’83% dei quindicenni delle famiglie più ricche possiede competenze adeguate, contro il 42% dei coetanei provenienti da famiglie a basso reddito.

L’appello dell’UNICEF


Secondo l’analisi, la disuguaglianza influisce in modo diretto sulla vita quotidiana dei bambini, condizionando alimentazione, istruzione e opportunità future.
Per questo viene rivolto un appello ai governi affinché intervengano con politiche mirate alla riduzione della povertà infantile e al rafforzamento dei servizi essenziali.

Tra le misure indicate figurano il potenziamento della protezione sociale, il sostegno alle famiglie vulnerabili attraverso politiche abitative e servizi pubblici, la riduzione delle disuguaglianze scolastiche e il miglioramento della qualità dell’istruzione per tutti gli studenti.

Il rapporto mette in evidenza un dato centrale: nei paesi ricchi la crescita economica non si traduce automaticamente in uguaglianza di opportunità. Senza interventi strutturali, la disuguaglianza rischia di continuare a influenzare negativamente il futuro di milioni di bambini.

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