Adrano, maxi sequestro di armi: quattro arresti e una denuncia

Un ingente quantitativo di armi e munizioni è stato sequestrato ad Adrano nel corso di una vasta operazione condotta dalla Polizia di Stato. L’intervento ha portato all’arresto di quattro persone e alla denuncia a piede libero di un quinto soggetto, tutti residenti nel comune etneo.

L’operazione è stata eseguita congiuntamente dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Catania e del Commissariato di Adrano, nell’ambito di un’attività info-investigativa finalizzata al contrasto della detenzione illegale di armi.

Perquisizioni in abitazioni e fondi agricoli

Le forze dell’ordine hanno effettuato una serie di perquisizioni simultanee in abitazioni private e fondi rurali riconducibili a cinque soggetti con precedenti di polizia. Le ricerche, condotte anche con il supporto della Polizia Scientifica arrivata da Roma e l’utilizzo di georadar, hanno interessato aree particolarmente estese e difficili da ispezionare.

In tutti i casi controllati sono state rinvenute armi da fuoco e un consistente quantitativo di munizioni.

Armi clandestine, munizioni e veicoli sospetti


Nel corso delle verifiche sono state scoperte pistole semiautomatiche con matricole abrase, revolver clandestini e fucili da caccia, oltre a centinaia di cartucce di vario calibro. In alcune abitazioni, le armi erano nascoste in mobili, divani e garage, mentre in un caso sono state trovate anche componenti di armi smontate e modificate.

Particolare attenzione è stata riservata anche a due autovetture con targhe contraffatte, che saranno oggetto di ulteriori accertamenti per verificare eventuali ipotesi di riciclaggio.

Il bilancio: quattro arresti e una denuncia

Alla luce del materiale sequestrato, quattro uomini sono stati arrestati con accuse che vanno dalla detenzione abusiva di armi e munizioni fino alla detenzione di armi clandestine e ricettazione. Un quinto soggetto, fratello di uno degli arrestati, è stato invece denunciato in stato di libertà per detenzione abusiva di munizioni.

Gli arrestati sono stati condotti in carcere in attesa dell’udienza di convalida, mentre le armi sequestrate sono state affidate agli accertamenti tecnici per verificarne provenienza e funzionamento.

Gli investigatori stanno ora approfondendo la provenienza del materiale bellico rinvenuto, incluse alcune munizioni risalenti al periodo bellico e componenti riconducibili ad armi artigianali. L’ipotesi investigativa non esclude ulteriori sviluppi, anche in relazione a possibili reti di approvvigionamento illegale di armi nel territorio.

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