Addio a Mike Salisbury, il documentarista che animava le piante, morto a 84 anni.

Addio a Mike Salisbury, il documentarista che animava le piante, morto a 84 anni.

Nel 1985, Salisbury ha realizzato Kingdom of the Ice Bear, un documentario girato in condizioni artiche che ha messo alla prova sia le persone che l’attrezzatura. Successivamente, ha creato altri capolavori come Lost Worlds, Vanished Lives, The Private Life of Plants, The Life of Birds, The Life of Mammals, e Life in the Undergrowth. La collaborazione con Attenborough si è rivelata una delle più lunghe e fruttuose nel panorama della televisione naturalistica. Il loro lavoro insieme si basava su una combinazione di spettacolo e di spiegazione; ogni scena doveva non solo stupire, ma anche insegnare.

Uno dei suoi trionfi più sorprendenti è stata la rappresentazione delle piante, che tradizionalmente erano soggetti silenziosi e statici. Con l’uso di tecniche di time-lapse, Salisbury ha reso visibili le vite delle piante: germogli che cercano la luce, tendini che afferrano, e fiori che si aprono. Questa trasformazione ha elevato le piante a veri e propri protagonisti sullo schermo, dotandole di strategie, drammi e appetiti.


Oltre alle sue competenze tecniche, Salisbury era conosciuto per il suo carattere affabile. I colleghi lo ricordano per il suo calore, umorismo, gentilezza e generosità. Ha svolto un ruolo fondamentale nel formare la comunità di cineasti naturalisti a Bristol, molti dei quali hanno poi tracciato il proprio cammino nel campo della cinematografia naturalistica. Nel 2006, durante l’assegnazione del premio per il Riconoscimento Straordinario a Wildscreen, Attenborough ha descritto il vincitore senza che Salisbury si rendesse conto che stava parlando proprio di lui.

Nonostante la sua modestia, aveva anche un’anima da performer. Amava recitare, cantare, giocare a rugby e viaggiare. Anche in pensione, era difficile immaginarlo fermo; continuava a consultare progetti di film sulla fauna selvatica e, nel giorno del suo ottantesimo compleanno, era ancora in grado di sciare su piste nere.

La televisione naturalistica è spesso associata alla voce che si trova davanti alla telecamera. Mike Salisbury apparteneva all’arte che si svolge dietro le quinte: la pianificazione, l’attesa, gli esperimenti tecnici e la capacità di giudizio che rendono il meraviglioso sembrare semplice. Ha insegnato agli spettatori a guardare più a lungo il mondo vivente, e per un cineasta, tale eredità è inestimabile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *