Corruzione, Gaetano Armao ai domiciliari, arriva la decisione del Gip
L’ex vicepresidente della Regione siciliana Gaetano Armao è agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione. Il provvedimento è stato disposto dal gip di Palermo, Giuseppa Zampino, che ha accolto la richiesta della Procura al termine dell’interrogatorio preventivo dell’indagato. Al centro dell’inchiesta ci sarebbe un presunto sistema di pagamenti da parte di alcuni imprenditori in cambio di interventi e agevolazioni nell’iter di pratiche sottoposte alla Commissione tecnica specialistica (Cts) della Regione per le autorizzazioni ambientali.
Secondo la ricostruzione dei pm, Armao avrebbe sfruttato i propri incarichi istituzionali e professionali, tra cui quello di esperto del presidente della Regione e di presidente della Commissione tecnica specialistica, per favorire gli interessi di alcune imprese. Un ruolo di collegamento sarebbe stato svolto dall’avvocato Pierluigi Matta, anche lui indagato, che avrebbe ricevuto il denaro dagli imprenditori per poi trasferirne una parte all’ex vicepresidente.
Le intercettazioni e i presunti passaggi di denaro
L’indagine, avviata nei mesi scorsi e venuta alla luce a inizio ottobre, si fonda anche su centinaia di intercettazioni e sulle immagini registrate dagli investigatori attraverso telecamere e altri dispositivi di osservazione. Nei filmati sarebbero documentati diversi presunti passaggi di denaro tra Matta e Armao, avvenuti anche all’interno delle automobili.
Secondo l’ipotesi accusatoria, le somme sarebbero state inizialmente accreditate sul conto corrente dell’avvocato Matta attraverso bonifici giustificati come compensi per consulenze che, secondo la Procura, non sarebbero state realmente svolte. Il legale avrebbe poi prelevato parte del denaro per consegnarlo ad Armao. Le tranche sarebbero arrivate, in alcuni casi, fino a 6 mila euro.
Tra gli episodi documentati dagli investigatori ci sarebbe una consegna avvenuta durante un rallentamento del traffico. In quella circostanza, secondo quanto riportato negli atti, Matta avrebbe sistemato una mazzetta avvolta in una bustina di plastica nel vano centrale della consolle dell’auto, su indicazione dell’ex vicepresidente. In un’altra occasione, le telecamere avrebbero ripreso Armao mentre nascondeva un involucro di carta all’interno di un orologio a pendolo nel proprio studio.
I rapporti con il gruppo Cva e le autorizzazioni ambientali
Una parte dell’inchiesta riguarda i presunti rapporti con il gruppo Cva, società attiva nel settore delle energie rinnovabili. Secondo gli inquirenti, Armao avrebbe assicurato un trattamento favorevole e una più rapida gestione delle pratiche della società valdostana sottoposte alla Commissione tecnica specialistica.
Nel mirino degli investigatori sarebbero finite, in particolare, le procedure relative alle verifiche di ottemperanza delle prescrizioni ambientali per alcuni progetti di nuovi impianti. Le intercettazioni conterrebbero conversazioni nelle quali si farebbe riferimento alla trasmissione di documenti e alla gestione delle pratiche all’interno della commissione.
La Procura aveva chiesto misure cautelari anche per altri indagati: per sei persone erano stati richiesti gli arresti domiciliari, mentre per un’altra il divieto di dimora. Al momento, il provvedimento di custodia cautelare di cui è stata confermata l’esecuzione riguarda Armao.
L’ex vicepresidente della Regione è accusato di corruzione. Le ricostruzioni investigative e gli elementi raccolti dovranno essere sottoposti alla valutazione dell’autorità giudiziaria nel corso del procedimento. Armao è da considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

