Catania, scoperto ambulatorio estetico clandestino in casa: sequestrati botulino e filler

Catania, scoperto ambulatorio estetico clandestino in casa: sequestrati botulino e filler

Guardia di finanza - sicilianews24.it

CATANIA – Un appartamento privato trasformato, secondo gli investigatori, in un ambulatorio clandestino di medicina estetica, dove sarebbero stati effettuati trattamenti invasivi senza autorizzazioni e in condizioni igienico-sanitarie precarie. È quanto scoperto dalla Guardia di Finanza di Catania nel quartiere Pigno, alla periferia della città. Una donna catanese è stata denunciata per esercizio abusivo della professione.

Durante la perquisizione, i finanzieri hanno sequestrato oltre 170 articoli, tra siringhe di acido ialuronico, fiale di botulino iniettabile, lidocaina, aghi e dispositivi sanitari monouso.

Trattamenti estetici a prezzi stracciati pubblicizzati sui social

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania, è partita da un’attività di monitoraggio dei social network condotta dai militari del I Gruppo della Guardia di Finanza.

L’attenzione degli investigatori si è concentrata su alcuni annunci che pubblicizzavano trattamenti di medicina estetica a prezzi sensibilmente inferiori rispetto a quelli normalmente praticati sul mercato.

Un elemento che ha fatto sorgere il sospetto che le prestazioni potessero essere offerte da persone prive delle necessarie qualifiche professionali.

Gli approfondimenti hanno condotto i finanzieri verso un appartamento nel quartiere Pigno.

Attraverso servizi di osservazione e pedinamento, i militari hanno riscontrato un insolito movimento di persone nei pressi dell’abitazione, rafforzando l’ipotesi che al suo interno venissero effettuati trattamenti medico-estetici.

Sequestrati oltre 170 articoli tra botulino, acido ialuronico e aghi

Su disposizione dell’autorità giudiziaria, i finanzieri hanno eseguito una perquisizione nell’appartamento.

All’interno sono stati trovati numerosi prodotti e strumenti utilizzabili per trattamenti estetici invasivi.

Tra il materiale sequestrato figurano siringhe contenenti acido ialuronico e lidocaina, fiale di botulino iniettabile, aghi e dispositivi sanitari monouso.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna avrebbe effettuato le prestazioni senza possedere alcun titolo abilitativo né le autorizzazioni previste dalla legge.

A preoccupare sono state anche le condizioni nelle quali venivano conservati gli strumenti.

La Guardia di Finanza ha infatti riscontrato condizioni igienico-sanitarie precarie e l’assenza dei presidi medici di primo soccorso necessari per affrontare eventuali complicazioni durante i trattamenti.

Circostanze che, secondo gli investigatori, avrebbero potuto rappresentare un rischio concreto per la salute dei clienti.

Donna denunciata, indagini anche sui guadagni

Al termine dell’operazione, la presunta responsabile è stata denunciata a piede libero alla Procura di Catania per esercizio abusivo della professione, reato previsto dall’articolo 348 del Codice penale.

Le verifiche non si fermano agli aspetti sanitari.

I finanzieri hanno avviato anche accertamenti economico-finanziari per ricostruire il volume d’affari dell’attività e individuare eventuali guadagni non dichiarati al Fisco.

A questo scopo saranno esaminate le agende di lavoro e la documentazione acquisita durante la perquisizione.

L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto all’abusivismo e all’economia sommersa condotta dalla Guardia di Finanza, con particolare attenzione alle attività che possono mettere a rischio la salute pubblica e danneggiare gli operatori regolari.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per la donna indagata resta valida la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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