Palermo, esplode la protesta nelle scuole: occupati quattro istituti
Passata la circolare (Foto: Canva) - Sicilianews24.it
Si allarga la protesta degli studenti palermitani. Dopo settimane di cortei, assemblee e manifestazioni, nuove occupazioni coinvolgono quattro istituti superiori della città. Al centro della mobilitazione ci sono le condizioni degli edifici scolastici, i tagli all’istruzione, la carenza di spazi e la richiesta di una maggiore partecipazione degli studenti alle decisioni sulla didattica.
Le nuove occupazioni riguardano l’istituto tecnico Ascione, il liceo delle Scienze umane e linguistico Danilo Dolci, il liceo artistico Vincenzo Ragusa e Otama Kiyohara e il liceo scientifico Cannizzaro.
La mobilitazione, ripartita dopo le manifestazioni di ottobre, coinvolge un numero crescente di studenti e raccoglie anche la solidarietà di alcuni docenti.
Occupato anche il Cannizzaro: «Una presa di coscienza collettiva»
Al liceo scientifico Cannizzaro, dopo giorni di autogestione e confronto, gli studenti hanno votato per occupare l’istituto.
«Non si tratta di un gesto fine a sé stesso, ma della manifestazione di una presa di coscienza collettiva», spiegano in un comunicato.
I ragazzi contestano i tagli all’istruzione e le condizioni delle strutture scolastiche, chiedendo maggiori opportunità formative, progetti didattici e viaggi d’istruzione.
Tra le rivendicazioni figura anche la possibilità di partecipare maggiormente alle scelte che riguardano la scuola.
Gli studenti chiedono inoltre che gli istituti rimangano luoghi aperti al confronto sui temi di attualità, senza censure, proponendo incontri con giornalisti ed esperti per approfondire il ruolo dell’informazione.
La protesta si estende anche a questioni sociali più ampie, come il carovita e la precarietà lavorativa.
Danilo Dolci, gli studenti denunciano problemi strutturali
Dal liceo Danilo Dolci arriva una denuncia dettagliata delle difficoltà che caratterizzerebbero la vita scolastica quotidiana.
Gli studenti segnalano carenze strutturali, classi costrette a spostarsi tra diversi ambienti, mancanza di spazi adeguati e criticità nella gestione degli immobili.
Nel mirino anche le questioni legate agli affitti degli edifici e agli interventi promessi che, secondo i ragazzi, non avrebbero ancora trovato una soluzione concreta.
«Non occupiamo per distruggere, ma per far sentire la nostra voce. Non chiediamo privilegi, ma diritti», scrivono gli studenti.
La richiesta è quella di ottenere interventi effettivi per garantire ambienti sicuri, inclusivi e adeguati alle esigenze della comunità scolastica.
La solidarietà dei docenti: «La scuola deve sviluppare il pensiero critico»
Alla mobilitazione arriva anche il sostegno di un gruppo di insegnanti che ha sottoscritto una lettera nata da un’iniziativa di docenti del liceo Galilei.
Nel documento viene espressa solidarietà al movimento studentesco nazionale ed europeo, richiamando le criticità del sistema scolastico, la precarietà lavorativa, i tagli alla sanità e al welfare e l’aumento delle spese militari.
«Riteniamo che la scuola sia un luogo deputato alla politica intesa come gestione di ogni comunità e al pensiero critico e, pertanto, sosteniamo i nostri ragazzi che, dopo il lungo silenzio degli anni scorsi, tornano a occuparsi della prima e a esercitare il secondo», scrivono i docenti.
Gli insegnanti sottolineano l’importanza di accompagnare gli studenti in un confronto costruttivo sulle loro richieste.
«Se nostro obiettivo è formare cittadini consapevoli, riteniamo nostro dovere esser loro vicini in un confronto costruttivo rispetto alle loro esigenze».
La protesta nelle scuole palermitane prosegue dunque su più fronti, unendo le richieste di interventi sugli edifici a rivendicazioni che riguardano il diritto allo studio, la partecipazione e il futuro dei giovani.
