“Sindaci d’Italia”, il nuovo partito dei territori si presenta in Sicilia: “Capovolgiamo la piramide”

“Sindaci d’Italia”, il nuovo partito dei territori si presenta in Sicilia: “Capovolgiamo la piramide”

Amenta e Pino, i due fondatori siciliani: “Il territorio non può pagare il prezzo di un’assenza di governo”. Il 21 ottobre all’ARS la presentazione delle nuove adesioni.

Si è svolta all’Assemblea regionale siciliana la conferenza stampa di presentazione di Sindaci d’Italia, il partito nato domenica scorsa ad Assisi che riunisce amministratori ed ex amministratori locali di tutto il Paese. Obiettivo: portare i territori al centro dell’attenzione politica e dei luoghi decisionali nazionali e regionali, con un’attenzione particolare alla Sicilia.

A moderare l’incontro Pippo Trimarchi, editore di Tempostretto, che ha inquadrato l’iniziativa come una risposta a un vuoto di rappresentanza: “Nella società c’è un problema serio di solitudine, un problema serio di rappresentanza”. Un’iniziativa che, ha osservato, “può riportare alla politica tanti cittadini che se ne sono allontanati”.

Hanno illustrato il progetto i due fondatori siciliani: Paolo Amenta, sindaco di Canicattini Bagni e presidente di ANCI Sicilia, e Gianni Pino, sindaco di San Filippo del Mela.

Amenta è partito dalla distanza tra Roma e i territori: “Possiamo tranquillamente dire che i comuni sono diventati la periferia dello Stato”. Da qui la proposta: “Questo movimento prova a ribaltare la piramide. Partiamo dai bisogni dei cittadini, delle imprese, del territorio vero, per farli diventare poi norma e copertura finanziaria”.

Paolo Amenta, sindaco di Canicattini Bagni e presidente di ANCI Sicilia, e Gianni Pino, sindaco di San Filippo del Mela

 

Ha richiamato anche il peso concreto delle richieste che arrivano ai sindaci: “Quando chiedi di aumentare i fondi per i bambini disabili a scuola, dietro ci sono le mamme che hanno la necessità di mandarli a scuola”. E ha invitato a cambiare approccio sulle emergenze: “Siamo diventati i più bravi a gestirle, senza capire che con la prevenzione potremmo evitare le grandi emergenze”.

Pino ha insistito sul ruolo del sindaco come primo presidio istituzionale: “Se manca l’acqua chiamano il sindaco, qualunque cosa accada chiamano il sindaco”. Un ruolo che il partito vuole rendere consapevole e riconosciuto: “I problemi li risolviamo o no, ma siamo accanto ai cittadini”.

Tra le prime battaglie, il terzo mandato nei comuni fino a 15.000 abitanti, consentito nel resto d’Italia ma non in Sicilia. “Non ho interesse personale, non mi ricandiderò”, ha precisato Pino, “ma chi è stato bravo deve poter essere riconfermato, e chi non lo è stato bocciato dai cittadini”.

Netto anche il messaggio sul divario tra territori: “Non vogliamo un’Italia a due o tre velocità”. E sul rapporto tra sviluppo e ambiente: “Non c’è la necessità di scegliere fra ambiente, salute e lavoro”.

I prossimi passi

Liste proprie: il partito intende presentarsi alle elezioni, anche nazionali, per avere voce in Camera, Senato, Assemblea regionale e governi. “Non è un partito che può contare su lobby di potere o di interessi”, ha detto Amenta, “ma diventa una lobby di territorio”.

Adesioni in corso: l’appello è rivolto a sindaci, assessori e consiglieri in carica e a tutti gli ex amministratori, comprese le esperienze delle vecchie province, “messi in un angolo” dopo aver maturato esperienza.

21 ottobre, ore 10, ARS: nuova conferenza stampa per presentare i nuovi aderenti.

“Questo è il momento di dire se ci siamo per salvare i territori o se non ci siamo”, ha concluso Amenta.

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