“Amuninni!”, la rivista digitale gratuita in lingua siciliana, tradotta in 4 lingue, che sta ‘conquistando’ il mondo
Un viaggio interattivo che spazia dall’etimologia dei termini ai quiz in cinque lingue, dal significato dei proverbi agli scioglilingua, fino alle audio-letture dei grandi classici e tant’altro. E’ già consultabile l’ultimo numero del progetto curato da Gaetano Mocciaro e patrocinato dall’AUCLIS.
La lingua siciliana non è un reperto da museo o un semplice richiamo nostalgico, ma un’identità viva, capace di rinnovarsi ogni giorno e di dialogare con i linguaggi della contemporaneità. È
questa la filosofia alla base della rivista “Amuninni!”, il progetto editoriale digitale curato da Gaetano Mocciaro, con il patrocinio dell’Accademia della Lingua Siciliana e dell’AUCLIS.
«L’uso della lingua siciliana – dice Mocciaro – non è solo un modo di comunicare: è il mio respiro, la mia pelle, il mio sangue. La porto addosso come quel vestito della festa che ti fa sentire elegante anche quando tutto intorno crolla».
“Amuninni!” ha cominciato le sue pubblicazioni digitali a fine settembre dello scorso anno. Da allora, sono stati pubblicati 15 numeri che hanno riscosso un notevole interesse non solo in Sicilia ma anche presso le comunità di siciliani e discendenti di siciliani sparse in tutto il mondo. La rivista si presta particolarmente allo studio – in maniera leggera e spensierata – del siciliano da parte di quelle persone che già lo conoscono, ma non bene, e vogliono migliorarlo. Ogni articolo è dotato di un audio di lettura che permette di familiarizzare anche con l’ascolto del parlato. Inoltre, sono presenti dei quiz (in cinque lingue) che consentono di misurare le proprie capacità di comprensione del testo. Tutti i testi sono tradotti in italiano, inglese, spagnolo e francese e alla fine della rivista c’è una specie di mini-dizionario (Lèssicu) che riporta i termini usati negli articoli, con la loro traduzione, sempre in quattro lingue.
Tutti i quindici numeri fin qui usciti sono consultabili gratuitamente online – e anche scaricabili, ma si perdono alcune funzioni – a questo indirizzo: https://parramusicilianu.hflip.co/aa44fe8ddf.html
Il nuovo volume, il quindicesimo, appena uscito, si presenta come un itinerario multimediale d’eccellenza, pensato – come tutti gli altri – per avvicinare tanto i lettori madrelingua quanto gli appassionati internazionali attraverso un mix dosato di rigore storico, folklore, enogastronomia e strumenti digitali all’avanguardia.
Ricchissimo il carnet di contenuti divulgativi presenti in questa quindicesima uscita.
Etimologia e lessico: Fonso Genchi, Presidente dell’Accademia della Lingua Siciliana, guida i lettori alla scoperta della storia del termine “Grasta”, parola dalle antiche radici greco-latine, attestata fin dalle pagine del Decameron di Boccaccio e presente nei primi vocabolari storici dell’Isola.
Letteratura e memoria popolare: Spazio alla poesia con “Me frati arvulu” del poeta castellammarese Giuseppe Gerbino — toccante lirica ispirata all’usanza contadina di piantare un albero alla nascita di un figlio — e alla prosa popolare con il racconto “Li cumpari di S. Giovanni”, attinta dalle storiche raccolte etnografiche di Giuseppe Pitrè.
Cultura materiale e storia: Tra le pagine dedicate alle tradizioni enogastronomiche spicca la ricetta classica de “La frittedda” (il piatto simbolico a base di fave, piselli e carciofi). Interessante la testimonianza di Maria Cristina Guarino sull’usanza de “La Santa Figliulanza” a Sant’Angelo Muxaro. Presente anche un omaggio alla celebre lirica “…E vui durmiti ancora”, accompagnata da una commovente ricostruzione storica ambientata sul fronte della Carnia durante la Prima Guerra Mondiale. Infarciscono la sequenza degli articoli una serie di ndivinagghia, indovinelli tipici siciliani. Completano la rivista, un proverbio e una filastrocca siciliani.
«La lingua siciliana non appartiene al passato, ma al nostro respiro di tutti i giorni», sottolinea Gaetano Mocciaro. «Con AMUNINNI vogliamo offrire una piattaforma moderna dove la memoria incontra l’innovazione tecnologica, parlando alle nuove generazioni e a chiunque ami la Sicilia nel mondo».
