Gli animali che si curano da soli: quando la natura diventa una farmacia
Ferite, parassiti e malesseri non riguardano soltanto l’uomo. Nel mondo animale esistono specie che sembrano aver sviluppato vere e proprie strategie di automedicazione, scegliendo piante, sostanze o comportamenti capaci di aiutarle a proteggersi dalle malattie.
Il fenomeno, studiato dagli zoologi con il termine zoofarmacognosia, è stato osservato in diverse specie. Gli animali non possiedono una farmacia nel senso umano del termine, ma possono utilizzare ciò che trovano nell’ambiente per ottenere effetti benefici sul proprio organismo.
Uno degli esempi più conosciuti riguarda alcune grandi scimmie. Gli scimpanzé, per esempio, possono ingerire determinate foglie senza masticarle completamente. In altri casi raccolgono parti di piante dal sapore amaro che normalmente non fanno parte della loro dieta abituale. Questi comportamenti sono stati collegati alla possibilità di contrastare parassiti intestinali o altri disturbi.
