Animali investiti sulle strade: quando l’asfalto diventa una trappola per la fauna selvatica
Dai ricci ai lupi, attraversare una strada può trasformarsi in un pericolo mortale. Ma esistono sistemi per ridurre gli incidenti e rendere più sicuri gli spostamenti degli animali
Ogni giorno migliaia di animali selvatici si spostano attraverso territori attraversati da strade, autostrade e ferrovie. Per loro l’asfalto non rappresenta un confine: un bosco, un corso d’acqua o un’area dove trovare cibo possono trovarsi dall’altra parte della carreggiata.
Il problema è che proprio questi attraversamenti possono avere conseguenze mortali. Una stima riportata dal WWF indica in circa 15 mila gli animali selvatici investiti ogni anno in Italia, soprattutto mammiferi e uccelli, ma il dato potrebbe essere sottostimato perché molti animali morti non vengono trovati o segnalati. A livello europeo le stime arrivano a milioni di esemplari ogni anno.
Il rischio riguarda specie molto diverse: dai piccoli anfibi e rettili fino a ricci, volpi, cervi, lupi e orsi. In alcuni casi la mortalità stradale può diventare particolarmente grave quando riguarda popolazioni già ridotte o animali che devono spostarsi tra territori separati dalle infrastrutture.
Un esempio emblematico è quello dell’orso bruno marsicano. Negli ultimi decenni diversi esemplari sono morti dopo essere stati investiti sulle strade dell’Appennino centrale. Per una popolazione numericamente limitata, anche la perdita di pochi individui può avere conseguenze importanti.
