Microplastiche nel cibo degli animali: anche cani e gatti sono esposti alla plastica

Microplastiche nel cibo degli animali: anche cani e gatti sono esposti alla plastica

Non solo acqua e ambiente: nuove ricerche hanno individuato particelle di plastica anche negli alimenti destinati agli animali domestici

Le microplastiche sono ormai presenti praticamente ovunque: nell’acqua, nell’aria, nella polvere e nella catena alimentare. E anche gli animali domestici possono entrarvi in contatto quotidianamente. Una delle vie di esposizione che sta attirando l’attenzione dei ricercatori è proprio quella alimentare.

Uno studio pubblicato nel 2026 sulla rivista Environmental Research ha analizzato cinque marchi di alimenti secchi per cani e gatti commercializzati in Spagna, individuando microplastiche in tutti i campioni esaminati. Nei prodotti per cani sono state rilevate in media 9,33 particelle ogni 5 grammi di alimento, contro 4,07 nei prodotti per gatti. Si tratta però di uno studio esplorativo, basato su un numero limitato di campioni, e non consente di stabilire quanto questa esposizione incida concretamente sulla salute degli animali.

Le particelle individuate appartenevano a diversi tipi di plastica, tra cui PET, polietilene e polipropilene. La loro presenza potrebbe avere origini differenti: dalle materie prime utilizzate nella produzione alla lavorazione industriale, fino ai materiali impiegati per il confezionamento.

Una ricerca britannica pubblicata nel 2026 ha analizzato 38 prodotti alimentari destinati ad animali domestici e ricci, trovando microplastiche nel 76% dei prodotti esaminati. Anche in questo caso, gli autori sottolineano la necessità di ulteriori ricerche per comprendere meglio l’esposizione reale e le possibili conseguenze biologiche.

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