Palermo, otto rapine tra sale scommesse e distributori: in carcere due palermitani

Palermo, otto rapine tra sale scommesse e distributori: in carcere due palermitani

Otto rapine a mano armata in poco più di due mesi, ai danni di sale scommesse e distributori di carburante nel quartiere Falsomiele di Palermo. È quanto ricostruito dalle indagini condotte dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato insieme ai Carabinieri della Compagnia Piazza Verdi, che hanno portato all’arresto di due uomini, di 43 e 49 anni, entrambi con precedenti penali.

I due sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo e in concorso, di rapina pluriaggravata, porto e detenzione abusiva di armi e ricettazione. I fatti contestati sarebbero avvenuti tra luglio e settembre 2026. In una circostanza, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, due rapine sarebbero state commesse nella stessa serata.

Le rapine con le maschere in lattice

Gli investigatori della V Sezione “Reati contro il Patrimonio” della Squadra Mobile e i Carabinieri hanno analizzato le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nelle zone interessate dai colpi.

Dai filmati sarebbe emerso un modus operandi ricorrente. I due avrebbero agito insieme, con il volto coperto da maschere in lattice, raggiungendo gli obiettivi a bordo di mezzi a due ruote. Dopo aver preso il denaro, si sarebbero allontanati rapidamente.

L’analisi delle immagini avrebbe consentito agli investigatori di individuare anche quella che sarebbe stata la base logistica utilizzata dai presunti rapinatori e di ricostruire i loro spostamenti nelle fasi precedenti e successive ai diversi episodi.

Il fermo e la custodia cautelare in carcere

Gli elementi raccolti nel corso dell’attività investigativa sono stati trasmessi ai pubblici ministeri della Procura di Palermo titolari del procedimento. Il 19 settembre è stato quindi eseguito il provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti dei due uomini.

Nella giornata odierna si è svolta l’udienza di convalida davanti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo. Il Gip non ha convalidato la misura precautelare, ma, valutati gli elementi acquisiti nell’indagine, ha disposto per entrambi la custodia cautelare in carcere, ritenendola la misura necessaria a interrompere l’attività criminale contestata.

Le accuse nei confronti dei due uomini restano nell’ambito delle indagini preliminari e dovranno essere valutate nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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