Gatti delle sabbie avvistati in Qatar: possibile popolazione consistente scoperta tramite video.

Gatti delle sabbie avvistati in Qatar: possibile popolazione consistente scoperta tramite video.

Il misterioso gatto delle sabbie in Qatar

Il gatto delle sabbie, un felino di piccole dimensioni e raro da studiare, è l’unica specie di felino adattata a vivere in ambienti desertici estremi. Questo animale si trova in diverse regioni del Southwest e del Centro Asia, passando per il Nord Africa e la penisola arabica. Anche se il suo ampio areale geografico lo classifica come “a basso rischio” secondo l’IUCN, i dati su questa specie sono scarsi e alcuni scienziati stanno proponendo di elevarne lo stato di conservazione a “quasi minacciato”.

Un’importante scoperta in Qatar

Muhammad Ali Nawaz, ecologo della fauna selvatica presso l’Università del Qatar, non si aspettava di trovare così tanti gatti delle sabbie durante un’indagine nel paese. Sebbene ci fossero state segnalazioni sporadiche sulla presenza di questi felini, non esistevano registrazioni sistematiche. Coadiuvato dal suo team, Nawaz ha posizionato una serie di fototrappole e ha atteso pazientemente i risultati.

“Quando ho raccolto le fototrappole, è stata una grande sorpresa”, ha dichiarato Nawaz durante una videochiamata con Mongabay. Tra il 2022 e il 2025, le fototrappole hanno immortalato gatto delle sabbie (Felis margarita) più di 100 volte, tutte nell’area protetta di Al-Ureiq, che si estende su circa 55 chilometri quadrati. Sebbene non sia chiaro quanti individui abbiano attivato le fototrappole, le immagini forniscono prove concrete sulla distribuzione della specie e sulle sue preferenze in fatto di habitat.


Habitat e adattamenti del gatto delle sabbie

Questi felini sono perfettamente adattati per vivere nei deserti. Il loro pelo di colore sabbioso funge da mimetizzazione eccellente, mentre il pelo denso sulle zampe li protegge dal calore della sabbia. Grazie a un udito molto sviluppato, possono rilevare prede sepolte sotto la sabbia. La loro dieta comprende piccoli mammiferi, uccelli e insetti, e riescono persino a catturare serpenti velenosi. Gli studi indicano che riescono a ottenere tutta l’acqua necessaria dalle loro prede, permettendo loro di sopravvivere senza bere per diverse settimane.

Malgrado l’ampia distribuzione, il loro stato di conservazione è incerto. L’ultimo studio dell’IUCN risale al 2016, quando la specie è stata classificata come “a basso rischio”. Alexander Sliwa, curatore dello zoo di Colonia in Germania e principale autore di quella valutazione, sta lavorando a un aggiornamento che spera di pubblicare l’anno prossimo, proponendo un cambio di status a “quasi minacciato”.

I gatti delle sabbie tendono ad allontanarsi da habitat con alta attività umana, come strade trafficate o aree pascolive. Anche i cani da pastore possono rappresentare una minaccia, e i cani e gatti selvatici possono trasmettere malattie.

L’importanza della ricerca sulla conservazione

Nuove ricerche sono di grande importanza per la conservazione della specie. Secondo Grégory Breton, direttore della ONG Panthera, le recenti scoperte offrono un quadro positivo per la vita selvatica terrestre in Qatar. “Ora possiamo dire con certezza che la specie è realmente presente nel paese”, ha spiegato Breton.

La difficoltà nello studio dei gatti delle sabbie risiede nella loro natura schiva. Questi piccoli felini, solitari e sparse in aree difficili, sono noti per la loro tendenza a rimanere nascosti. Con movimenti per vasti territori, Nawaz stima che un normale areale di un gatto delle sabbie possa variare da 10 a 15 chilometri. Per esempio, in Marocco, un maschio è stato tracciato mentre si muoveva per oltre 14 km in meno di 30 ore.

I dati raccolti dalle fototrappole offrono informazioni cruciali sulle abitudini e sulla distribuzione dei gatti delle sabbie. Dal 2022 al 2025, i ricercatori hanno utilizzato fototrappole in quattro località del Qatar, attirando i felini con una miscela di oli di ricino e pesce. Sfortunatamente, il numero esatto di gatti che hanno attivato le fototrappole rimane incerto.


La popolazione attuale e le prospettive future

Nawaz crede che ci sia una “popolazione consistente” di gatti delle sabbie nel Qatar, anche se Sliwa avverte che non è possibile dichiarare con certezza che la popolazione sia sostenibile. L’area di Al-Ureiq, sebbene protetta, è solo una piccola parte delle ampie zone in cui questi felini possono vivere.

Il lavoro futuro dovrebbe includere studi di fototrappola a lungo termine e una migliore gestione della popolazione di cani randagi nell’area, che rappresentano una minaccia per i gatti delle sabbie. Il team di Nawaz sta anche esortando i conservazionisti a prestare maggiore attenzione a felini di piccole dimensioni, come il gatto delle sabbie, che potrebbero svolgere un ruolo cruciale nell’ecosistema del Qatar.

In un contesto in cui il focus è spesso posto su felini più grandi come leoni e tigri, i gatti più piccoli meritano una considerazione equa. “Potrebbero essere fondamentali per il funzionamento dell’ecosistema in Qatar”, ha affermato Nawaz.

Fonti ufficiali

  1. IUCN Red List of Threatened Species – IUCN
  2. Frontiers in Conservation Science – Frontiers Journal

Immagine in evidenza: Il gatto delle sabbie, unico felino selvatico desertico. Questi studi hanno rivelato che in deserti privi di grandi mammiferi, possono influenzare il funzionamento dell’ecosistema in Qatar.

Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *