Proteggere il krill antartico per garantire la salute delle comunità costiere africane.
Azione urgente: fermare la pesca industriale di krill nell’Oceano Meridionale
In occasione della Our Ocean Conference che si tiene questa settimana a Mombasa, Kenya, i leader africani devono chiedere l’immediata cessazione della pesca industriale di krill nell’Oceano Meridionale. Questo appello è supportato dal Ministro della Pesca e delle Risorse Marine dell’Angola, Carmen dos Santos, che mette in guardia contro il danno irreversibile che potrebbe derivare da questa pratica prima che sia troppo tardi. La pesca del krill, un crostaceo fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi marini, è cruciale per la salute degli habitat marittimi e per molte famiglie che dipendono da questo alimento.
L’importanza del krill per l’ecosistema marino
Il krill antartico (Euphausia superba) è al centro di un sistema ecologico vitale che sostiene diverse specie come balene, pinguini e foche. Questi piccoli crostacei, che si radunano in enormi sciami, rappresentano una fonte primaria di nutrimento per molte forme di vita marina. “Quanto avviene in Antartide influisce sugli oceani del mondo. Questo significa che le balene in migrazione lungo le coste africane, la resilienza delle nostre comunità costiere e la salute delle nostre economie dipendono dalla gestione delle risorse marine,” afferma Carmen dos Santos.
La pesca industriale di krill è cresciuta rapidamente negli ultimi anni, con una significativa parte della cattura controllata da flotte di paesi europei e asiatici. Questo aumento pone un serio rischio per gli habitat marini: le aree critiche per il nutrimento di balene e pinguini sono già sotto pressione a causa di questa attività.
