Palermo Pride 2026 – Liberiamo il desiderio! Corteo 20 giugno 2026

Palermo Pride 2026 – Liberiamo il desiderio! Corteo 20 giugno 2026

Si terrà sabato 20 giugno il Palermo Pride 2026, con concentramento dalle 16.00 in via Roma (angolo con corso Vittorio Emanuele) e partenza alle 17.00.
Sono numerose le iniziative che culmineranno nel corteo dal claim “Liberiamo il desiderio!”, ultimo atto di un percorso lungo e partecipato che coinvolge singolə persone e associazioni di tutta la città, tra eventi, dibattiti, momenti di comunità, in diversi quartieri della città.
Madrine dell’edizione 2026 sono la cantautrice e pianista palermitana Giulia Mei e la band veneta Queen of Saba.

Il percorso e la serata

Il corteo sarà composto da sei carri e da altri mezzi di supporto, da quelli di riduzione del rischio, in collaborazione con La Casa di Giulio, al camper di Arcigay Palermo, con posti a sedere per chi avesse bisogno di riposare.
Il percorso si snoderà su via Roma (angolo con corso Vittorio Emanuele), via Cavour, piazza Verdi, via Pignatelli Aragona, piazza San Francesco di Paola (con passaggio davanti allo storico locale LGBTQIA+ “Exit”), piazza Amendola, via Sammartino, via Dante, piazza Principe di Camporeale, per concludersi ai Cantieri Culturali alla Zisa. Qui, nel parcheggio, dalle 20 a mezzanotte si terrà il palco finale a ingresso gratuito (con possibilità di sostenere il Palermo Pride con un’offerta). Celeste Siciliano presenterà la serata, durante la quale si alterneranno gli interventi politici del Coordinamento Palermo Pride e le voci del movimento, le madrine Giulia Mei, con Asia dj, e Queen of Saba, il Rainbow Party dj set, il duo social Cronachedigt e tante altre ospiti.
Dalla stessa ora e fino all’1 si animerà anche lo Spazio Open dei Cantieri Culturali alla Zisa, con il Palermo Pride closing party di Popshock.
La serata proseguirà anche al Fabric (via Ugo la Malfa, 95), dalle 23, con la festa “Rainbow Pride party” di Exit10&Love.

Lo slogan e le rivendicazioni

“Liberiamo il desiderio!” è insieme un’esortazione e una rivendicazione. Mette al centro del Pride la voglia individuale e collettiva di liberazione sessuale che è alla base del movimento sin dal 1969: la lotta contro le costrizioni sociali, morali, familiari e legislative imposte con violenza sull’esistenza, la visibilità e le relazioni affettive e sessuali delle persone LGBTQIA+. “Liberiamo il desiderio!” è anche un impegno quotidiano e un invito alla collettività e alla città: liberiamo il desiderio di essere noi stessə in ogni aspetto della nostra vita pubblica e privata, di non essere discriminatə, di costruire relazioni sociali e familiari fondate sul desiderio e non sulla costrizione.

Come ogni anno, il Palermo Pride è casa di tante battaglie e rivendica la forza unificante delle lotte del movimento LGBTQIA+ contro ogni forma di oppressione e discriminazione: sessuale, di genere, sociale, economica, razzista e abilista. Al centro del discorso pubblico di questa edizione il contrasto alle politiche del Governo Meloni su discriminazioni e violenze di genere, famiglia, autodeterminazione, sanità, sicurezza, povertà, riarmo e politiche belliche. Continuiamo a opporci con forza alla Legge Varchi, che nega il riconoscimento dei diritti di tantə bambinə e di tante famiglie arcobaleno; ai provvedimenti transfobici contro il diritto all’autodeterminazione delle persone trans; alla legge Valditara, che impedisce lo sviluppo di percorsi di educazione sessuoaffettiva nelle scuole; ai decreti sicurezza e alla carenza di interventi integrati ed efficaci sulle disuguaglianze sociali. Forte e netta anche la critica ai tagli alla spesa sanitaria, al riarmo e al sostegno alle azioni genocidarie del governo israeliano contro la popolazione palestinese.

Sulla scia dello slogan “Liberiamo il desiderio!”, le rivendicazioni del Palermo Pride 2026 sono: una legge efficace contro le discriminazioni omolesbobitransfobiche, che preveda percorsi di educazione sessuoaffettiva per la prevenzione della violenza, il sostegno ai centri antidiscriminazione e la formazione di tuttə lə operatorə dei pubblici servizi (sociali e sanitari in primis); una nuova legge sul diritto di famiglia, che riconosca le molteplici forme di relazione e famiglia già esistenti nella società, senza discriminazioni per orientamento sessuale (e che quindi comprenda il matrimonio egualitario); una legge che garantisca l’autodeterminazione delle persone trans in modalità non patologizzanti e basata sul consenso informato; una legge che bandisca definitivamente le “terapie di conversione” delle persone LGBTQIA+. Più in generale, il movimento palermitano chiede serie politiche di contrasto alle disuguaglianze sociali, territoriali ed economiche, di promozione dei diritti sociali, di sostegno al Servizio Sanitario Nazionale e di garanzia di diritti e dignità per tuttə lə lavoratorə e per chi un lavoro non ce l’ha.

Purtroppo, quest’anno il Palermo Pride sarà meno accessibile. Può sembrare un controsenso, ma è una questione politica e di risorse. A causa dei costi eccessivi, non sarà possibile garantire i trenini utilizzati negli anni passati per persone con mobilità ridotta, disabilità visiva o cognitiva, persone incinte o affaticate. In queste condizioni, l’accessibilità non può ricadere su realtà sociali e movimenti, ma è un dovere delle istituzioni. Continuiamo a costruire il Pride insieme al Disability Pride Palermo, lottando per una società non abilista e realmente accessibile per tuttə.. Ma senza servizi pubblici adeguati, l’accesso resta diseguale. In ogni caso, durante il corteo persone volontarie saranno presenti per supporto, un’auto elettrica offrirà un posto per chi ha bisogno di riposare lontano dalla musica, sarà presente il van dell’unità mobile “La casa di Giulio” con supporto di riduzione del danno e prevenzione dei rischi e alcuni posti a sedere. Il nostro desiderio anche quest’anno è una chiamata di responsabilità alle istituzioni per avere sempre bagni e trasporti pubblici accessibili, gratuiti e adeguati. Senza accessibilità, non c’è partecipazione.

Gli organizzatori

Mirko Pace, presidente del Coordinamento Palermo Pride: “Quest’anno abbiamo deciso di scendere in piazza con lo slogan “Liberiamo il desiderio!”, è lunga la lista dei nostri desideri e dei nostri bisogni, che non possono che aumentare in una fase storica in cui i diritti di tutte le minoranze vengono oppressi in tutto il mondo. Lo diciamo da sempre: “se qualcunə nel mondo non è liberə, nessunə è liberə”: per questo le nostre lotte non possono che essere intersezionali e contro tutte le forme di oppressione. Ma siamo situate in uno spazio e in un tempo preciso, per questo desideriamo ardentemente un’alleanza dei corpi che metta insieme tuttə le forme di resistenza all’oppressione e costruisca un’alternativa credibile alle destre mondiali. L’anno prossimo saremo chiamatə a votare a livello comunale, regionale e nazionale: organizziamoci, il tempo stringe, costruiamo insieme un’alternativa credibile per la città, la regione e il Paese!”

Daniela Tomasino, vicepresidente nazionale di Arcigay: “Nell’ultimo anno la situazione dei diritti delle persone LGBTQIA+ in Italia è peggiorata sensibilmente. Quello che stiamo vivendo non è un fenomeno isolato: in molti Paesi assistiamo a un attacco sistematico alle minoranze e ai diritti umani e civili nel loro complesso. In Italia come negli USA, in Gran Bretagna come in Irlanda, in Senegal come in Burkina Faso, gruppi d’odio apertamente omofobi, fascisti e razzisti — ben organizzati e molto ben finanziati — prendono di mira interi segmenti della società: le persone trans e omosessuali, le famiglie omogenitoriali, i migranti, gli antifascisti, gli attivisti, le opposizioni. Chiunque può diventare bersaglio di violenza e discriminazione, chiunque può essere criminalizzato da un giorno all’altro o diventare vittima di un pogrom. In questo scenario, Israele — con le sue leggi ormai apertamente razziste, le sue politiche criminali e le sue tecnologie di controllo e spionaggio — fa da apripista per un’Internazionale dell’estrema destra che lavora attivamente per minare le democrazie e smantellare i diritti conquistati. Quest’anno, più che mai, è fondamentale alzare la voce e scendere in piazza, fianco a fianco con chiunque resista a questa pericolosa deriva politica e morale”.

Giulio Damiano, vicepresidente di Arcigay Palermo: “Negli ultimi anni, con l’avanzare le destre in varie parti del mondo, vediamo una politica d’odio verso le persone della comunità trans* e il racconto delle nostre identità è manipolato e ci ritrae come persone pericolose, in grado di “confondere” i bambini. Il governo e le istituzioni sferrano feroci attacchi ai pochissimi quasi impronunciabili diritti che abbiamo ottenuto, riservati alle persone maggiorenni. Quest’anno, dopo le tragiche vicende che hanno coinvolto giovanissime vittime di transfobia, non possiamo che desiderare la possibilità di crescere. Sono costernato nel constatare che, purtroppo, ci sono anche privilegi di fronte alla morte, che ci sono morti che giustamente scuotono molto l’opinione pubblica ed altre, come quelle delle persone trans*, che passano in sordina, e che siamo sempre e solo noi della comunità stessa a piangere e denunciare. Il desiderio che ci accompagna in questa edizione del Pride è quello di non essere più invisibilizzati e che le nostre lotte, vite, morti, gioie vengano condivise e supportate”.

Bianca Polizzi, referente Sicilia di Famiglie Arcobaleno: “Saremo al Palermo Pride perché nessun bambino o bambina dovrebbe vedere i propri diritti dipendere dalla composizione della sua famiglia. Come Famiglie Arcobaleno continuiamo a chiedere il pieno riconoscimento dei figli e delle figlie delle coppie omogenitoriali, la tutela dei legami familiari e l’uguaglianza davanti alla legge. In un momento storico in cui troppe famiglie vengono ancora messe in discussione, il Pride è uno spazio di visibilità, resistenza e speranza. Scendiamo in piazza per affermare un principio semplice: tutte le famiglie meritano rispetto, dignità e gli stessi diritti”.

Le madrine

Madrine dell’edizione 2026 sono la cantautrice e pianista palermitana Giulia Mei e la band veneta Queen of Saba.

Giulia Mei porta nella sua musica uno sguardo lucido, ironico e profondamente politico sul presente. Con il suo pop d’autore ha conquistato pubblico e critica, trasformando le sue canzoni in strumenti di racconto, resistenza e liberazione.

“Essere madrina del Pride è un onore indescrivibile per me, e una dichiarazione d’amore enorme da parte della mia città, che ricambio in pieno. Esserci significa tornare a casa due volte: a Palermo e al Pride, due posti dove sento di essere sempre nel posto giusto, perché sono tra la mia gente. Non vedo l’ora — ci vediamo alla parata e poi sul palco, per un live set molto speciale insieme ad Asia, talentuosa dj palermitana.”

Queen of Saba sono iridescenti, elettricə, non binariə: molto più di un progetto musicale, sono un corpo politico in continua trasformazione, una voce che attraversa i confini del genere, della musica e dell’immaginazione. Tra pop, elettronica, punk e transfemminismo, hanno portato le loro canzoni nei festival, nei centri sociali, nelle piazze e nei cortei, costruendo uno spazio sonoro in cui dissenso, desiderio e libertà convivono.

Le iniziative verso il Pride

Tantissimi gli eventi che hanno fatto parte del percorso verso il Pride, iniziato già in primavera e che ha coinvolto collettivi e associazioni di tutta la città, con mostre, presentazioni di libri, workshop, momenti di comunità, assemblee e dibattiti. Dalla “Queeresima” ai cerchi di discussione, dagli incontri pubblici sulle nuove sfide del movimento alla collaborazione con il Sicilia Queer FilmFest e il Sirene Festival, che animano la primavera e l’estate palermitane con iniziative culturali, politiche e sociali.

Nella settimana che porta al corteo del 20 giugno, ancora numerosi eventi in diversi quartieri della città.

Il 16 giugno, alle 18, all’Ostello Bello, “Disio: liberiamo il desiderio”, speed date, giochi, incontri a cura del Disability Pride; alle 20 il compleanno di TOTALE (drag show) al Lizard.
Mercoledì 17 giugno, alle 17, “Pride ad alta voce”, un laboratorio di letture per bambine e bambini nella libreria DuDi; alle 18, la presentazione di StUFFFF, armadio collettivo, presso Orbita casa della partecipazione; alle 19, “Apericchione”, aperitivo di finanziamento da Altrove.

E ancora, giovedì 18 giugno, alle 17, “Pride and joy”, con quiz sex, ritratti, pensieri, aperitivo, al giardino di via Primo Carnera, allo Zen; alle 19, aperitivo al Punk Funk record shop music bar.

Venerdì 19, dalle 17, al Giardino di Handala a Ballarò, “Abitare sé stessə”, evento artistico di costruzione collettiva e di autodeterminazione tramite l’arte.

Infine sabato 20, dalle 11.30, “Girotondo market – Pre-party Pride edition” a Ostello Bello, uno spazio per prepararsi al corteo del pomeriggio e alle feste della notte.

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