Agrigento, tensione sull’acqua: Siciliacque riduce le forniture ad Aica

Agrigento, tensione sull’acqua: Siciliacque riduce le forniture ad Aica

Debiti e accordi economici al centro dello scontro. Il Libero Consorzio: “Rischi pesanti con l’estate alle porte”

Nuovo fronte critico nella gestione del servizio idrico in provincia di Agrigento. Siciliacque ha comunicato ad Aica, la società consortile che gestisce il servizio idrico e fognario nell’Agrigentino, la riduzione delle forniture d’acqua, alimentando forti preoccupazioni in vista della stagione estiva.

La decisione arriva in un contesto di tensione economico-finanziaria tra le due società. Secondo quanto riportato, Aica starebbe infatti continuando a versare circa 800 mila euro al mese per il servizio, cifra legata a un’intesa raggiunta anche con la mediazione dell’assessorato regionale competente. In parallelo, Siciliacque avrebbe rimodulato le erogazioni idriche in funzione degli importi effettivamente corrisposti.

Il nodo del debito e la ricostruzione di Aica

Gli invasi risultano pieni, ma il problema principale resta quello dei pagamenti. Aica sta progressivamente saldando un debito nei confronti di Siciliacque attraverso rate mensili, mentre una parte delle somme – circa 20 milioni di euro complessivi di un prestito regionale destinato al riequilibrio finanziario – è già stata versata alla società fornitrice.

La società consortile ha respinto l’ipotesi che l’importo mensile di 800 mila euro sia stato stabilito unilateralmente, chiarendo che la cifra sarebbe il risultato di un accordo raggiunto in sede istituzionale, anche con la mediazione dell’assessore regionale Francesco Colianni.

Secondo Aica, la riduzione delle forniture rischia di compromettere la continuità del servizio, soprattutto nelle aree costiere della provincia, già particolarmente esposte a criticità idriche nei mesi estivi.

L’allarme del Libero Consorzio

Preoccupazione è stata espressa dal Libero consorzio comunale di Agrigento, che ha definito la situazione potenzialmente “devastante” per il territorio.

«Il diniego di ulteriori disponibilità di risorsa giunge alle porte della stagione estiva – si legge nella nota – e avrebbe effetti gravi sulle comunità dei 42 Comuni della provincia, causando disagi alle famiglie, alle attività produttive, agli operatori turistici e alle strutture ricettive, con ricadute anche sul piano economico, sanitario e sociale».

L’ente provinciale chiede un intervento immediato delle istituzioni per ristabilire un equilibrio nella gestione del servizio idrico, ribadendo la natura pubblica ed essenziale della risorsa acqua.

Il rischio per l’estate

La vicenda si inserisce in un quadro già delicato per la gestione delle risorse idriche in Sicilia, dove la combinazione tra tensioni finanziarie e domanda stagionale rischia di aggravare le criticità del sistema.

Il Libero consorzio invita a trovare rapidamente una soluzione condivisa, mentre Aica sottolinea di essere impegnata in un percorso di riequilibrio aziendale per garantire la continuità del servizio nei 42 comuni agrigentini.

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