Hamburger Bervini ritirati in cinque regioni: nuova allerta dopo lo scandalo della carne scaduta

Nuovo ritiro di hamburger surgelati Bervini in cinque regioni italiane
Torna al centro dell’attenzione l’azienda Bervini Primo con un nuovo ritiro cautelativo di hamburger surgelati da hotel e ristoranti in cinque regioni italiane: Emilia Romagna, Marche, Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia. L’allerta, diramata il 18 febbraio, riguarda hamburger congelati da 2,4 kg importati dal Canada, sebbene le autorità sanitarie non abbiano ancora chiarito ufficialmente le ragioni specifiche del ritiro.
Il contesto: lo scandalo della carne scaduta
Il nome Bervini era già balzato agli onori della cronaca in seguito all’inchiesta del programma Report di Rai 3, che aveva documentato il recupero e la rivendita di carne congelata scaduta da mesi, proveniente da Argentina e Uruguay. La vicenda aveva scosso profondamente la fiducia dei consumatori nel sistema dei controlli della filiera della carne. In seguito allo scandalo, l’ATS Val Padana aveva sequestrato circa 180 tonnellate di prodotto, pari a quasi un milione di bistecche.
Trasparenza assente: i lotti già consumati
Uno degli aspetti più preoccupanti della nuova vicenda è la mancanza di comunicazione trasparente da parte dell’azienda, che ha complicato il lavoro delle autorità sanitarie nell’identificare con precisione i lotti coinvolti e i destinatari del prodotto. Una parte degli hamburger ritirati risulterebbe già consumata, rendendo ancora più urgente una risposta chiara da parte di tutti i soggetti coinvolti.
L’azienda continua ma la reputazione è compromessa
Nonostante l’interruzione temporanea delle attività di macellazione, Bervini ha mantenuto operativa la propria attività di trading di carne congelata di importazione. Le indagini sullo scandalo originario sono ancora in corso, mentre il settore attendeva segnali concreti di trasparenza e riforma delle pratiche aziendali.
