SIOD Sicilia: “Sul D.A. 418/2026 serve correggere il metodo per premiare davvero la qualità in Odontoiatria”

SIOD Sicilia: “Sul D.A. 418/2026 serve correggere il metodo per premiare davvero la qualità in Odontoiatria”

Dopo l’incontro all’Assessorato regionale della Salute, SIOD chiede correttivi tecnici per evitare l’effetto paradosso: il rischio è penalizzare proprio le strutture odontoiatriche più organizzate e qualificate.

Si è svolto presso l’Assessorato regionale della Salute, l’incontro con le Organizzazioni Sindacali della specialistica ambulatoriale accreditata in merito all’applicazione del D.A. n. 418 del 2 aprile 2026, relativo alla determinazione degli aggregati regionali e provinciali di spesa per il biennio 2026/2027.

La riunione nasce dal percorso avviato in VI Commissione Salute dell’Assemblea Regionale Siciliana, dove erano già state rappresentate, da parte del CIMEST, rilevanti criticità del decreto. A seguito del confronto in Commissione e delle risposte fornite dall’Assessore regionale alla Salute, Dott.ssa Daniela Faraoni, è stato richiesto un ulteriore incontro tra Assessorato e Organizzazioni Sindacali per lavorare in modo costruttivo sui punti ancora aperti.

L’incontro odierno, convocato dal Dirigente Generale ad interim Dott. Bologna, si è svolto alla presenza dei rappresentanti degli uffici regionali, Dott. La Placa, Dott. Sgroi e Dott. Proia, che hanno ascoltato le osservazioni e le proposte delle sigle sindacali presenti.

SIOD Sicilia, al fine di rendere chiara e documentata la propria posizione, ha chiesto che venisse allegato a verbale un memorandum specifico sulla branca Odontoiatria. Anche il CIMEST ha presentato una nota più ampia, riferita alle criticità generali del provvedimento e di interesse trasversale per le sigle rappresentate.

Un meccanismo che penalizza le strutture odontoiatriche

“SIOD non si pone in contrapposizione con l’Assessore Faraoni. Al contrario, condivide l’obiettivo di superare la logica dei budget storici e di costruire un sistema più meritocratico, fondato sulla qualità reale delle strutture. Proprio per questo chiediamo che il D.A. venga valutato con attenzione nei suoi effetti concreti sulla branca odontoiatrica”, dichiara il Segretario Generale SIOD Sicilia, Dott. Francesco Romano.

Secondo SIOD, l’impianto del decreto va nella direzione corretta sul piano dei principi, perché prova a superare rendite storiche e automatismi del passato. Tuttavia, nella sua attuale formulazione, rischia di non misurare adeguatamente la qualità organizzativa delle strutture odontoiatriche.

Il rischio segnalato da SIOD è quello di un vero e proprio effetto paradosso: un meccanismo pensato per premiare la qualità potrebbe finire, in concreto, per penalizzare proprio le strutture più organizzate, più dotate, più controllabili e maggiormente impegnate nella presa in carico dei pazienti.

In Odontoiatria, infatti, la qualità non può essere valutata in modo astratto. Una struttura odontoiatrica efficiente richiede personale stabile, collaboratori sanitari realmente presenti, assistenza alla poltrona, sterilizzazione, sicurezza dei percorsi, continuità delle agende, tracciabilità dei processi, dotazioni adeguate e capacità effettiva di erogare prestazioni.

Se questi elementi vengono sottovalutati, il sistema non premia la qualità, ma rischia di appiattire le differenze tra strutture profondamente diverse per organizzazione, investimenti, sicurezza e capacità assistenziale.

Valorizzazione del personale e dei collaboratori sanitari stabili

Per questo SIOD ha chiesto all’Assessorato una correzione tecnica dei criteri applicativi per la branca Odontoiatria, affinché vengano maggiormente valorizzati il personale, i collaboratori sanitari stabili, l’organizzazione effettiva e le dotazioni realmente impiegate nell’attività odontoiatrica accreditata.

SIOD ha inoltre chiesto una simulazione preventiva degli effetti del decreto per provincia e per branca, prima dell’applicazione definitiva, così da evitare conseguenze distorsive o non coerenti con l’obiettivo dichiarato di premiare la qualità.

Tra le proposte avanzate vi è anche l’introduzione di una clausola anti-paradosso, finalizzata a impedire che strutture con alto livello qualitativo, piena capacità produttiva e regolare attività assistenziale possano essere penalizzate da un algoritmo di riparto non sufficientemente aderente alla realtà organizzativa della branca.

Nel memorandum depositato agli atti, SIOD ha richiamato anche alcune questioni trasversali non più rinviabili: l’obsolescenza delle tariffe, l’assenza di un adeguamento periodico coerente con l’aumento dei costi, la necessità di reinserire nei contratti budget una clausola di revisione e indicizzazione, l’apertura di un tavolo tecnico regionale sulle tariffe e la riformulazione di eventuali clausole contrattuali che possano comprimere il diritto di tutela delle strutture accreditate.

“Non chiediamo privilegi, né difese corporative. Chiediamo che il sistema misuri ciò che dice di voler premiare: qualità, organizzazione, sicurezza, continuità assistenziale e capacità reale di rispondere ai bisogni dei cittadini”, prosegue SIOD.

SIOD Sicilia ritiene che il confronto debba restare tecnico, trasparente e orientato all’interesse pubblico. Per questo respinge ogni tentativo di trasformare il dibattito in una contrapposizione artificiale tra strutture grandi e strutture piccole.

Strumenti di valutazione documentabili e coerenti sulla qualità delle strutture

Il punto non è la dimensione della struttura, ma la sua qualità effettiva. Strutture piccole, medie o grandi possono e devono essere valutate in base a criteri chiari, documentabili e coerenti con il servizio reso ai cittadini.

SIOD esprime preoccupazione per il tentativo, da parte di alcune componenti minoritarie del settore, di riportare il confronto verso logiche di conservazione, pressione politica e difesa di interessi particolari. Si tratta di un’impostazione che rischia di avvelenare il clima e di frenare un processo di riforma che, se ben corretto, può invece rappresentare un’occasione importante per migliorare l’intera specialistica accreditata siciliana.

SIOD lancia quindi un appello a tutte le strutture odontoiatriche accreditate della Sicilia: non prestarsi a campagne di retroguardia, a personalismi o a posizioni che guardano al passato. Il futuro dell’Odontoiatria convenzionata in Sicilia deve essere costruito su qualità documentabile, regole trasparenti, sostenibilità economica, rispetto dei pazienti e capacità di collaborazione con le istituzioni.

“Vogliamo tirare il carro nella stessa direzione dell’Assessorato: superare il vecchio sistema e premiare davvero chi investe in qualità. Ma proprio per questo occorre correggere il decreto dove rischia di produrre effetti opposti a quelli dichiarati”, conclude il Dott. Romano.

SIOD Sicilia attende ora le valutazioni e le determinazioni dell’Assessore regionale alla Salute, confermando la propria piena disponibilità a collaborare con l’Assessorato, con la VI Commissione Salute dell’ARS e con tutte le sigle sindacali che intendano lavorare seriamente per una specialistica ambulatoriale più equa, più moderna e realmente orientata alla qualità del servizio ai cittadini.

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